Aprire una Pizzeria: Cosa serve e Quanto Costa

Aprire una Pizzeria: Cosa serve e Quanto Costa

Aprire una pizzeria significa iniziare a vendere uno dei prodotti più amati in assoluto. La pizza, infatti, è conosciuta in tutto il mondo come il prodotto da forno per eccellenza. Per avviare quest'attività bisogna rispettare alcuni requisiti. Vediamo cosa serve e i costi necessari.

Come aprire una pizzeria

Per iniziare a vendere la pizza bisogna compiere alcuni passaggi iniziali. Vediamoli in dettaglio.

  1. Fare un business plan: per prevedere le spese e pianificare la strategia di vendita
  2. Avere requisiti e permessi: il locale pizzeria deve essere adatto e avere tutte le autorizzazioni di legge
  3. Registrare la pizzeria: puoi iniziare come ditta individuale (partita IVA personale) oppure come società
  4. Gestire l'attività: dopo l'apertura è importante prendere gli accordi necessari (es. con i fornitori degli ingredienti)

aprire una pizzeria

1. Fare un business plan

Per entrare nel business della pizza è fondamentale pianificare in dettaglio le strategie di vendita. Con il business plan, il titolare crea un documento di riepilogo che include le spese previste e gli obiettivi commerciali da raggiungere. Ad esempio, il business plan è utile per prevedere i costi del marketing e per fare una comunicazione originale rispetto a quella delle pizzerie concorrenti.

Un altro passaggio da fare è un'analisi di mercato del settore. Questo è necessario per decidere il modo migliore per gestire l'attività. Le scelte principali riguardano:

  1. la zona e la città del locale: per individuare il luogo più adatto della sede dove produrre e vendere la pizza
  2. la modalità di vendita: per valutare i canali commerciali più adatti. Ad esempio, si può partire da una pizzeria di solo asporto (take-away) e consegna a domicilio (delivery) oppure partire da subito con un locale che dispone di posti a sedere e tavoli
  3. target di vendita: per scegliere la clientela e i prodotti di riferimento. Si può creare un menù tradizionale di pizza napoletana oppure uno più ampio con pizza al taglio e focacce. Inoltre, è possibile concentrarsi sugli ingredienti e offrire farine di impasto diverso (es. farina di grano saraceno, integrale e di kamut)

Un aspetto ulteriore da non tralasciare riguarda la formula commerciale. Per una pizzeria, ci sono molte possibilità. Vediamo alcune formule tipiche.

Aprire una pizzeria al taglio

Per differenziarsi dalla massa dei locali si può seguire la tradizione romana di pizza al taglio. In questi casi, il titolare deve affidarsi ad un pizzaiolo esperto e scegliere con attenzione gli ingredienti e le materie prime da utilizzare. Questo particolare tipo di pizza, infatti, se fatto a regola d'arte attira molti clienti.

Il vantaggio della pizza al taglio è anche economico. Si può scegliere una modalità di vendita tradizionale (al pezzo o al kilo) oppure vendere al metro. Inoltre, i margini di guadagno possono essere alti se vengono offerti tranci di pizza gourmet con ingredienti selezionati come formaggi DOP e salumi IGP.

Aprire una pizzeria da asporto

Si può iniziare una piccola attività che prepara pizze take-away, senza consumazione sul posto. Questa soluzione consente di partire con dimensioni e costi ridotti, risparmiando sul personale e sul locale necessario. Le spese iniziali per il locale, infatti, saranno minime e la pizzeria non avrà bisogno di posti a sedere.

Aprire una pizzeria in franchising

Si tratta di una soluzione alternativa per sfruttare un business già avviato. Con questa formula commerciale, infatti, il titolare firma un contratto di franchising ed entra a far parte di un network esistente. Ad esempio, il titolare può sfruttare il nome di una catena di pizzerie famosa. A fronte di questo vantaggio, si dovranno rispettare alcuni limiti, come usare gli arredi e le materie prime selezionate dalla catena che ha creato il network.

2. Avere requisiti e permessi

I requisiti per aprire una pizzeria riguardano l'attività, il titolare e il locale. Per essere idonei alla gestione del locale bisogna rispettare un iter specifico. Vediamo i principali requisiti e permessi.

  • requisiti personali del titolare: avere 18 anni, non avere avuto problemi con la giustizia, avere l'esperienza e la conoscenza necessaria per gestire un'attività di ristorazione come quelli previsti per apertura di un bar (es. attestato HACCP)
  • locale in regola: deve essere agibile, avere una destinazione d'uso commerciale, rispettare le norme igienico-sanitarie, le norme anti incendio e avere i servizi igienici
  • presenza di concessioni eventuali: ad esempio, per inserire dei tavolini all'aperto sul suolo pubblico servono i permessi comunali. Per riprodurre musica nel locale, invece, occorre pagare i diritti SIAE
  • requisiti aggiuntivi per prodotti specifici: ad esempio, per vendere alcolici è necessario denunciare l'attività all'ufficio dell'Agenzia delle Dogane
  • autorizzazione del comune: si richiede presentando una comunicazione per l'inizio attività (SCIA)

3. Registrare la pizzeria

La pizzeria è un'attività commerciale. Infatti, si tratta di un'attività di vendita al pubblico di prodotti alimentari, come i ristoranti e i bar. Quest'attività deve essere registrata per legge con l'iscrizione in camera di commercio. È possibile registrare la pizzeria con due forme giuridiche alternative:

  • aprire una partita IVA come ditta individuale: per persone fisiche con partita IVA che svolgono l'attività come titolari unici e senza soci
  • costituire una società (es. SRL e SRLS): per realtà più strutturate che hanno più soci

4. Gestire l'attività

Per gestire una pizzeria è fondamentale prendere accordi con fornitori e collaboratori. Vediamo i principali contratti da firmare per fissare per iscritto le condizioni concordate.

  1. lavoro per dipendenti: per assumere personale a tempo determinato o indeterminato, come pizzaioli, camerieri e cassieri
  2. lavoro a chiamata: per avere personale ulteriore nei periodi di lavoro intenso, come per le feste
  3. fornitura periodica: per richiedere forniture settimanali e mensili di materie prime e ingredienti per la pizza e gli antipasti
  4. compravendita di beni: per acquistare le attrezzature per il locale, come il forno, le posate e le tovaglie per i tavoli
  5. affitto di azienda o di ramo d'azienda: per prendere in gestione una pizzeria già avviata
  6. locazione commerciale: per usare un locale altrui e pagare un canone mensile
  7. contratto di pubblicità: per sfruttare spazi promozionali, fisici e su internet, dove comunicare ai clienti offerte speciali ed eventi dedicati
  8. termini e condizioni e privacy policy: si tratta dei documenti obbligatori per il sito web della pizzeria con cui si informano i visitatori sul modo in cui vengono trattati i loro dati e sul funzionamento del sito

Quanto costa aprire una pizzeria

I costi per avviare una pizzeria sono variabili. Le risorse necessarie, infatti, cambiano in base alle scelte del titolare e alle caratteristiche dell'attività. I costi dipendono principalmente da:

  • caratteristiche del locale: se nuovo richiede costi più bassi rispetto ad uno spazio da ristrutturare ed adattare. Inoltre, se il locale pizzeria non è tuo, dovrai pagare un canone mensile per l'affitto oppure acquistare l'immobile
  • attrezzature: ad esempio, servirà acquistare il forno per cuocere la pizza e il bancone dove stendere l'impasto (un forno a legna richiede una cura particolare)
  • dimensioni della pizzeria: uno spazio ampio con posti a sedere richiede maggiore personale (es. più camerieri e pizzaioli)

Oltre a queste voci di spesa bisogna considerare anche i costi per registrare l’attività. Leggi i nostri approfondimenti per scoprire i costi di una ditta individuale e i costi di una società.

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