Aprire un’Enoteca: Come Fare e Quanto Costa

Aprire un’Enoteca: Come Fare e Quanto Costa

Aprire un’enoteca è un idea di business interessante per entrare in uno dei settori più importanti dell’economia italiana. I nostri vini, infatti, sono da sempre fra i prodotti più apprezzati in ogni parte del mondo. Vediamo insieme come avviare quest’attività e quali requisiti bisogna rispettare.

Come aprire un’enoteca

Quando si vuole aprire un'enoteca (o una bottiglieria) è buona regola rispettare alcuni passi iniziali importanti. Vediamoli insieme:

  1. Preparare un business plan: per pianificare in anticipo ogni aspetto della propria idea di business
  2. Avere requisiti e permessi: per poter svolgere l'attività, per il locale e per il tipo di prodotto particolare
  3. Registrare l’attività: scegliendo la forma giuridica più adeguata alle proprie esigenze
  4. Ottimizzare la gestione dell’enoteca: utilizzando sempre i documenti e i contratti giusti per ogni circostanza

aprire un'enoteca

1. Preparare un business plan

Come primo passo, per aprire un'enoteca si deve sempre pianificare in anticipo ogni aspetto del proprio progetto imprenditoriale. Una volta prese le decisioni principali bisogna redigere un business plan dove si programma chiaramente ogni fase dell'avviamento.

In particolare, è necessario scegliere il proprio mercato di riferimento. Infatti, la varietà, la quantità e la qualità dei prodotti che si offrono deve essere adeguata al tipo di clientela che si vuole servire. Ad esempio, si può scegliere di vendere alcolici e superalcolici di lusso o artigianali, bottiglie ricercate o rare oppure specializzarsi solo sui prodotti provenienti da una specifica zona.

Vediamo alcune soluzioni commerciali che si possono adottare per aprire la propria enoteca.

Aprire un’enoteca classica o un wine-bar

Nell'apertura di un'enoteca si devono definire i propri target. Ad esempio, si può decidere di aprire un'enoteca classica dove vendere solo bottiglie oppure un wine-bar dove servire i propri vini dando la possibilità ai clienti di abbinare aperitivi o pietanze.

Le scelte sul format della propria attività influenzano molto i primi passi. Infatti, gli spazi dovranno essere adeguati al modello di business adottato. Per servire alimenti e bevande sono necessari ambienti idonei per la preparazione e la conservazione dei prodotti che si serviranno e spazi sufficienti per permettere ai clienti di consumarli.

Scegliendo di affiancare altre attività alla vendita dei vini, potrebbe essere necessario richiedere autorizzazioni o permessi differenti a seconda dell'attività e del luogo dove si apre. Ad esempio, potrebbero essere necessari dei permessi per occupare lo spazio davanti al negozio con dei tavoli oppure l'ottenimento di specifiche certificazioni richieste per la somministrazione di cibi e bevande.

Aprire un’enoteca in franchising

Un'alternativa per avviare la propria enoteca è aprirne una in franchising. Questa soluzione permette di sfruttare i vantaggi di un modello di business già utilizzato e funzionante. Si potrà, infatti, godere di un nome conosciuto e della fiducia che questo ispira nella clientela.

Tuttavia, questa scelta porta con sé diverse conseguenze. Se, da una parte, si può essere facilitati in alcuni aspetti (ad esempio, il franchisor a volte si può occupare dell'identificazione di un locale adeguato), dall'altra bisognerà accettare alcune limitazioni. Rispettare il format del franchisor può significare subire delle costrizioni nella scelta dei prodotti da offrire o nelle spese da affrontare per adeguarsi al modello di business imposto (ad esempio, nel design e negli arredi del locale).

2. Avere requisiti e permessi

Per avviare un'enoteca bisogna rispettare alcuni requisiti sia personali sia relativi al locale. Vediamoli insieme:

  • Requisiti del titolare: deve essere maggiorenne e non avere avuto problemi con la giustizia
  • Ottenere la licenza alcolici facendone richiesta all'Agenzia delle dogane
  • Effettuare la segnalazione di inizio attività (SCIA) al comune dove si intende aprire il negozio

Se, oltre alla vendita di bottiglie, si somministrano anche cibi e bevande è necessario:

  • Ottenere le attestazioni per le attività di ristorazione: l'abilitazione SAB e l'attestato HACCP
  • Conformità del locale: deve rispettare i requisiti urbanistici e di sicurezza stabiliti dalle autorità amministrative ed essere conforme alle norme igienico-sanitarie. Riguardo quest'ultimo aspetto conviene sempre verificare i requisiti coordinandosi con l'ASL territorialmente competente
  • Farsi rilasciare eventuali concessioni ad esempio per occupare uno spazio all'esterno del locale con dei tavolini per i clienti

3. Registrare l’attività

Se si vuole aprire un'enoteca è possibile scegliere tra diverse forme giuridiche. L'attività può essere avviata:

4. Ottimizzare la gestione dell’enoteca

Per gestire la propria enoteca è opportuno procurarsi i contratti adeguati per rispondere nel modo migliore a tutte le esigenze del proprio business. In particolare, potranno servire:

  1. Contratto di locazione commerciale: per affittare un negozio dove stabilire la propria attività o per un magazzino dove conservare le forniture dei prodotti da vendere
  2. Contratto di somministrazione: per regolare i rapporti con i fornitori e non far mancare mai nulla nel proprio negozio
  3. Contratti di lavoro per dipendenti: per assumere il personale necessario all'attività
  4. Contratto di pubblicità: per farsi conoscere rivolgendosi a un fornitore di servizi pubblicitari

Quanto costa aprire un’enoteca o una bottiglieria

La quantificazione dei costi per aprire una bottiglieria dipende da moti fattori. Vediamone alcuni:

  1. Scelta del tipo di negozio: un'enoteca classica dovrà affrontare costi inferiori rispetto a un wine-bar dove i vini si servono anche e che avrà bisogno di un locale con cucina per la preparazione delle pietanze
  2. Numero di dipendenti e gestione contratti: un'attività strutturata e con molti collaboratori e dipendenti deve sostenere costi più elevati di una piccola rivendita di bottiglie a gestione familiare

Oltre a queste voci di spesa bisogna considerare anche i costi per registrare l’attività. Leggi i nostri approfondimenti per scoprire i costi di una ditta individuale e i costi di una società.

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