Aprire un Ristorante: Cosa Serve, Requisiti, Agevolazioni

Aprire un Ristorante: Cosa Serve, Requisiti, Agevolazioni

Per aprire un ristorante la legge impone un iter burocratico complesso e sono necessarie notevoli risorse economiche per affrontare i costi di avviamento. Ecco tutto quello che devi sapere per avviare un attività di ristorazione.

Cosa serve per aprire un ristorante

Il ristorante è un pubblico esercizio per la somministrazione di cibi e bevande, anche alcoliche, che vengono consumate sul posto in aree o locali attrezzati. Il titolare di questa attività deve aver compiuto 18 anni, possedere specifici requisiti personali, dotare l'immobile di certe caratteristiche e ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. Vediamoli insieme.

aprire un ristorante

Requisiti morali e professionali

Chi intende aprire un ristorante deve possedere alcuni requisiti morali che riguardano la sua onorabilità: ad esempio, non può essere un delinquente abituale o professionale né essere stato condannato ad una pena superiore a tre anni né condannato per ricettazione, riciclaggio e altri tipi di reati.

Inoltre, è richiesto almeno uno dei seguenti requisiti professionali:

  1. ottenere l'abilitazione SAB (acronimo di Somministrazione Alimenti e Bevande) per il commercio, la preparazione o la somministrazione di alimenti e bevande riconosciuto dalla Regione (ex REC)
  2. aver esercitato in proprio o come dipendente, per almeno due anni, attività nel settore alimentare
  3. avere un diploma di scuola secondaria superiore o una laurea, anche triennale, in materie di studio attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Caratteristiche dell'immobile

Anche l'immobile da adibire a ristorante deve rispettare requisiti urbanistici e igienico-sanitari che possono variare da regione a regione. Ad esempio, sono richieste determinate dimensioni del locale e distanze minime tra sala e cucina. Gli impianti elettrici e idrici devono essere a norma, così come i servizi igienici devono essere accessibili ai portatori di handicap. I locali vanno adibiti alle norme antincendio e norme di sicurezza sul lavoro. Per maggiori informazioni si dovrà verificare la legge della regione dove avrà sede il ristorante e contattare l'ASL che dovrà rilasciare l'idoneità.

Autorizzazioni e adempimenti fiscali per aprire un ristorante

Questi sono i principali adempimenti fiscali e le autorizzazioni necessarie:

  • aprire una partita IVA: per ottenere il codice identificativo fiscale e svolgere l'attività di impresa
  • iscrizione alla camera di commercio e iscrizione al registro delle imprese: per registrare l'impresa e renderla conoscibile ai terzi
  • iscrizione all'INPS: per aprire la posizione contributiva del titolare dell'impresa e dei suoi eventuali collaboratori e/o dipendenti
  • Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) che attesta il possesso di tutti i requisiti richiesti da presentare in Comune dove ha sede il ristorante
  • certificazione HACCP per attestare la conoscenza delle regole da adottare quando si preparano e si somministrano prodotti alimentari. Tale certificazione deve essere in possesso non solo del ristoratore ma anche di tutti coloro che somministrano gli alimenti (camerieri)
  • licenza fiscale (detta anche licenza UTF) per la vendita di bevande alcoliche che viene rilasciata dall’Agenzia delle dogane
  • autorizzazione dal Comune per l'insegna del ristorante, per mettere tavolini all'aperto, etc.
  • autorizzazioni per mettere musica di sottofondo, pagamento dei diritti SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) e del canone RAI per le attività commerciali se si usa il televisore.

Quanto costa aprire un ristorante: agevolazioni, incentivi e reperimento fondi

Aprire un ristorante è un'attività che può essere molto costosa. Parliamo infatti di un investimento iniziale non inferiore ai €60.000/€70.000. Ecco le principali voci di spesa:

  • costo del personale (cuochi, camerieri, etc.)
  • costo del locale (acquisto o locazione) e costo di adeguamento alle norme urbanistiche e igienico-sanitarie
  • spesa per gli arredi (tavoli, stoviglie, etc.) e per le attrezzature e macchinari (cucina, aspiratori, etc.)
  • costo per le materie prime (alimenti, bevande, etc.)
  • costi amministrativi per ottenere le varie autorizzazioni e tutti gli adempimenti richiesti nonché i costi di gestione che dipendono dalle dimensioni del ristorante

Senza una dotazione iniziale sarà molto difficile avviare questa attività. Se le risorse economiche sono limitate, si possono ottenere agevolazioni, incentivi o finanziamenti messi a disposizione dalla propria Regione soprattutto per giovani o donne. Per maggiori informazioni, ci si può rivolgere alla Camera di Commercio o alla propria banca. Anche enti come Invitalia o Microcredito per l'Italia offrono finanziamenti molto agevolati al fine di promuovere lo sviluppo economico del paese.

Chi decide di svolgere questa attività può aprire una partita IVA come ditta individuale. I costi riguardano il compenso del professionista per la pratica. In media, il costo per la sola apertura della partita IVA si aggira intorno ai €100 + IVA e fino a €200 per gli adempimenti successivi oltre €200 circa di imposte. In alternativa, è possibile aprire una società, come una SRL. In questo caso, i costi sono quelli relativi alla parcella del notaio le spese medie di costituzione sono di €1.500 + IVA + €600 circa di imposte.

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Puoi anche decidere per la costituzione SRL che ti consente di aprire la società in 7 giorni. Il servizio costa €999 + IVA + €600 circa di imposte e include tutto il necessario per costituire la società con l’assistenza completa di professionisti esperti. Dopo la costituzione, potrai creare contratti su misura e richiedere consulenze per qualsiasi esigenza della nuova società (es. contratti per fornitori e clienti, accordi commerciali, registrazione marchio, privacy e termini e condizioni sito).

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