Aprire un Negozio di Abbigliamento: Guida e Costo

Aprire un Negozio di Abbigliamento: Guida e Costo

Per aprire un negozio di abbigliamento è importante pianificare l’inizio dell’attività. Innanzitutto, è necessario rispettare alcuni requisiti e svolgere una serie di adempimenti iniziali. Vediamo in dettaglio l’iter da seguire e i costi.

Come aprire un negozio di abbigliamento

Per avviare ogni attività di vendita è necessario compiere alcuni passaggi iniziali. Ecco quelli necessari per un negozio di vestiti.

  1. Scegliere il modello commerciale: per pianificare le strategie e il tipo di business (es. sui punti vendita e sul target dei clienti)
  2. Avere ciò che serve per legge: dovrai avere i requisiti e le autorizzazioni necessarie
  3. Registrare il negozio: puoi partire da solo come ditta individuale o come società con più soci
  4. Gestire il locale e il personale: prendere accordi con collaboratori e fornitori

aprire un negozio di abbigliamento

1. Scegliere il modello commerciale

Per avviare un negozio di abbigliamento si inizia dalla strategia di business. Si tratta di pianificare gli obiettivi commerciali da raggiungere. Le principali scelte da prendere riguardano:

  1. il punto vendita: individuare la zona e la città in cui avviare l'attività. Inoltre, si può scegliere di partire con un negozio o avere più sedi (se si dispone di un capitale iniziale maggiore)
  2. la modalità di vendita e acquisto dei vestiti: valutare un unico canale commerciale e aprire un negozio fisico oppure un canale di vendita alternativo su internet con l'apertura di un negozio online
  3. la formula commerciale: scegliere di avviare una realtà da zero o sfruttare la rete commerciale di un'azienda già avviata. Infatti, si può aprire un negozio di abbigliamento con un contratto di franchising, sfruttando il nome e la formula di un'altra azienda

Un altro aspetto importante riguarda il target di vendita. Il mercato di riferimento, infatti, è molto vasto ed è utile individuare la clientela e il settore di vendita. Ad esempio, si può aprire un negozio per sportivi e vendere abbigliamento tecnico. Ecco alcune scelte tipiche:

  1. abbigliamento uomo/donna: il target femminile e/o maschile influisce sulle scelte di marketing, sugli arredi e sullo stile del negozio. Dovrai valutare con attenzione ogni dettaglio e creare un punto vendita su misura con campagne promozionali ricercate e specifiche
  2. abbigliamento per bambini: questo target richiede un'attenzione particolare sulla qualità dei capi (es. morbidezza, colori e fibre naturali). Dovrai curare molto la comunicazione, considerando che saranno i genitori ad acquistare i capi per i propri figli
  3. abbigliamento specializzato: dovrai indirizzare tutti gli sforzi in un settore di abbigliamento specifico, come quello dei vestiti tecnici, da lavoro oppure per motociclisti. Qualunque sia il settore, anche in questo caso, è importante curare la qualità dei prodotti e rispettare le certificazioni di legge
  4. marchi conosciuti o marchio proprio: si può pensare di vendere abiti firmati da stilisti e marchi già noti oppure proporre ai clienti merce con marchio proprio. In quest'ultimo caso, per assicurarsi diritti esclusivi per il negozio è opportuno fare la registrazione del marchio

2. Avere ciò che serve per legge: requisiti e adempimenti

Il titolare deve rispettare una serie di requisiti per avviare l'attività di vendita di abbigliamento. Le caratteristiche di base richieste dalla legge sono comuni a quelle previste per aprire ogni altro negozio:

  • avere compiuto 18 anni
  • non avere avuto problemi con la giustizia (ad esempio non essere stato condannato ad una pena superiore a tre anni oppure per bancarotta)
  • avere un punto vendita adeguato all'attività: il locale deve essere agibile, con destinazione d'uso commerciale e tutti gli impianti devono essere in regola
  • rispettare le norme sull'etichettatura dei vestiti: indicare in modo chiaro il produttore, la composizione del capo di abbigliamento (es. 95% cotone e 5% viscosa), la provenienza (es. Made in Italy), l'eventuali certificazioni obbligatorie (es. previste per l'abbigliamento di protezione come quello per motociclisti e operai)

3. Registrare il negozio

Il negozio di abbigliamento è un'attività commerciale. Questo significa che rientra tra le attività che si occupano delle vendita di prodotti. Per queste attività, la legge prevede una registrazione obbligatoria che si effettua con l'iscrizione in camera di commercio. È possibile iscriversi in due modi:

  • aprire una partita IVA come ditta individuale: per le persone che aprono il negozio come titolari unici (senza soci)
  • oppure costituire una società (es. SRL): per chi ha più soci e prevede un investimento maggiore o desidera un'organizzazione più strutturata

4. Gestire il locale e il personale

Per gestire un negozio di abbigliamento è necessario prendere accordi con fornitori, collaboratori e partner. Si usa sempre un contratto scritto per avere prova delle condizioni concordate nell'accordo (es. stipendi e corrispettivi). Vediamo i principali contratti da firmare:

  1. lavoro per dipendenti per assumere personale, a tempo determinato o indeterminato (ad esempio, commessi e cassieri)
  2. lavoro a chiamata per ottenere personale aggiuntivo nei periodi di lavoro intenso (ad esempio, per le feste di Natale)
  3. locazione commerciale: per prendere in affitto il locale per il punto vendita e/o il magazzino per la merce
  4. altri contratti: come il contratto di fornitura periodica per richiedere forniture stagionali dei capi di abbigliamento, il contratto di pubblicità per sfruttare spazi promozionali con offerte ed eventi del proprio negozio oppure il contratto di sponsorizzazione per far promuovere il proprio marchio di abbigliamento ad un testimonial

Quanto costa aprire un negozio di abbigliamento

I costi per avviare il negozio non sono fissi. Infatti, variano di molto in base alle caratteristiche dell'attività e alle scelte prese dal titolare. Influiscono sui costi le dimensioni e lo stato del locale (nuovo o da ristrutturare, con o senza arredi), il numero di addetti necessari (es. commessi e cassieri) e anche il canone dell'affitto e le utenze.

Oltre a queste voci di spesa bisogna considerare anche i costi per registrare l’attività. Leggi i nostri approfondimenti per scoprire i costi di una ditta individuale e i costi di una società.

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