Quanto Costa la Partita IVA: Apertura e Regimi Fiscali
Quanto Costa la Partita IVA: Apertura e Regimi Fiscali

Quanto Costa la Partita IVA: Apertura e Regimi Fiscali

Vuoi sapere quali sono i costi di una partita IVA e quanto costa aprirla? In questo articolo ti rispondiamo esaminando i costi per adempimenti, tasse e contributi. In più vediamo cosa cambia in base al regime fiscale applicato e alla forma scelta per la tua attività.

Quanto costa aprire la partita IVA

La partita IVA può essere aperta all'Agenzia delle entrate compilando gli appositi moduli senza alcun costo o spesa. Tuttavia, è molto facile commettere errori. Questo perché dovranno essere indicate alcune importanti informazioni come il codice ATECO della propria attività e il regime fiscale (ordinario o forfettario) più adatto da applicare. Sono inoltre previsti alcuni adempimenti successivi obbligatori, ad esempio la gestione degli aspetti previdenziali e legali, che possono comportare costi aggiuntivi e richiedono un'attenta valutazione da parte di un esperto. Per questi motivi in genere si ricorre ad un professionista per aprire una nuova attività nel modo migliore e senza commettere errori.

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Adempimenti successivi e gestione

Gli adempimenti successivi all'apertura variano in base all'attività svolta. In molti casi è infatti necessario iscriversi ad alcuni registri pubblici ed effettuare alcune comunicazioni che comportano dei costi aggiuntivi. In generale, tutte le partite IVA devono iscriversi all'INPS per versare i contributi pensionistici. L’iscrizione viene fatta a una specifica gestione dell’INPS (es. Gestione commercianti o gestione separata). Fanno eccezione alcuni professionisti iscritti a un ordine professionale per i quali è prevista l’iscrizione a una specifica cassa pensionistica non INPS (es. la Cassa degli Ingegneri o la Cassa degli Architetti). Se la partita IVA è per un'attività commerciale sarà necessario iscriversi al registro delle imprese come ditta individuale. Alcune attività possono richiedere autorizzazioni o comunicazioni aggiuntive (es. SCIA) che comportano ulteriori costi.

In genere i costi aggiuntivi per un'attività di lavoro autonomo sono limitati e non superano i €50-€100. Per attività commerciali o artigianali invece i costi sono superiori e partono da un minimo di €200. Il professionista che vi seguirà per l'apertura della partita IVA vi potrà indicare quali sono gli adempimenti e i costi che si applicano nel vostro caso.

Quanto costa la partita IVA

Costi della partita IVA in regime forfettario e ordinario

Esistono due diversi regimi di tassazione per la partita IVA: il regime forfettario e il regime ordinario. Vediamoli nel dettaglio.

Regime forfettario

Chi ha un reddito annuo inferiore a € 65.000 può aderire al regime forfettario. Questo regime prevede l'applicazione di un'aliquota unica del 5% sul reddito per i primi 5 anni di attività. Si tratta di una partita IVA agevolata che garantisce una serie di vantaggi e semplificazioni ulteriori. Ad esempio, non si applicano l'IVA e la fatturazione elettronica. Dopo i primi 5 anni, l'aliquota passa al 15% ma vengono mantenute le altre semplificazioni. Per questi motivi è il regime più scelto dai giovani con p. IVA.

Regime ordinario

Il regime ordinario è previsto per chi supera € 65.000 di reddito annuo. Tuttavia, può essere scelto anche da chi ha un reddito inferiore. In questo regime non si applica un'aliquota unica ma più aliquote che crescono all'aumentare del reddito prodotto. Più è alto il reddito più imposte si pagano. Chi applica questo regime è tenuto al pagamento dell'IVA e alla tenuta della contabilità ordinaria (es. registri IVA e libro giornale per annotare le operazioni economiche effettuate).

Costi per i contributi

Chi apre una partita IVA deve pagare i contributi. Si tratta di versamenti periodici per accumulare la futura pensione. La scelta dell'uno o dell'altro regime non influisce sui contributi da versare. I professionisti iscritti alle casse (es. architetti, avvocati) versano gli importi stabiliti dalla propria cassa di riferimento. Gli altri lavoratori, invece, devono iscriversi all'INPS. Artigiani e commercianti hanno una propria gestione con aliquota contributiva del 24%. Gli altri lavoratori, invece, versano i contributi alla gestione separata che prevede un'aliquota del 25,72%.

Costo della p.IVA in base alle diverse attività

In base alla forma scelta per svolgere la propria attività, l'apertura della p.iva potrebbe comportare eventuali costi aggiuntivi. Scopriamoli insieme.

Libero professionista

Il libero professionista è colui che svolge tipicamente delle prestazioni di carattere intellettuale. A differenza della ditta individuale, l'attività non è organizzata in forma di impresa (non vengono prodotti o venduti beni). Sono liberi professionisti, gli ingegneri, i consulenti marketing, i giornalisti, etc.

Chi apre la p. iva come libero professionista non deve iscriversi al Registro delle imprese. Per alcuni professionisti è richiesta però l'iscrizione ad un albo professionale (es. avvocati, architetti, ingegneri). In genere, il costo di iscrizione è compreso tra €200 ed €300 a seconda dell'ordine professionale.

Il libero professionista deve sempre versare contributi previdenziali e iscriversi all'INPS. Se il libero professionista ha una propria cassa professionale di riferimento verserà direttamente a questa i contributi. In caso contrario, dovrà iscriversi alla Gestione separata INPS. È invece facoltativa l'iscrizione all'INAIL per l'assicurazione sul lavoro.

Ditta individuale

Una persona che svolge un'attività di produzione o di vendita di beni o servizi (attività commerciale) è tenuta ad aprire una ditta o impresa individuale. Si tratta del nome commerciale con cui si presenta sul mercato l'imprenditore individuale (es. Officina ABC di Mario Rossi). A differenza di una società che ha una sua personalità giuridica, in una ditta individuale è l'imprenditore direttamente responsabile dell'attività che svolge l'impresa.

I costi di una ditta individuale possono essere molto vari. Innanzitutto, è necessario registrare la ditta nel registro delle imprese attraverso l'iscrizione alla camera di commercio. Il costo dell'iscrizione, comprensivo dei diritti di segreteria, del diritto annuale della Camera di commercio e dell'imposta di bollo non supera, in genere, €200. A questo adempimento si aggiungono i costi eventuali dei certificati e delle comunicazioni da presentare per avviare l'impresa come la SCIA per le attività commerciali.

Per quanto riguarda la contribuzione, la Gestione Artigiani e Commercianti INPS prevede una riduzione del 35% dei contributi da versare se si aderisce al regime forfettario. Sotto il profilo assicurativo per alcune attività (es. quelle artigianali) è necessario il pagamento del premio INAIL per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Imprenditore agricolo

Chi esercita in modo stabile un'attività di impresa agricola (es. allevamento, coltivazione) può aprire una partita IVA agricola e avviare un'azienda agricola. In questo caso le tasse da versare variano in base al reddito prodotto. Se il reddito è inferiore ad € 7.000 l'imprenditore è esonerato dall'applicazione dell'IVA sui beni venduti (cosiddetto "regime di esonero"). Se invece il reddito supera questa soglia, si applica il regime ordinario, con la possibilità però di detrarre una percentuale di IVA su alcune tipologie di prodotti (es. per il vino, si applica al consumatore l'IVA del 22%, ma si versa allo Stato soltanto il 9,7%). L'imprenditore agricolo non può aderire al regime forfettario.

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