Quanto Costa la Partita IVA: Apertura e Regimi Fiscali

Quanto Costa la Partita IVA: Apertura e Regimi Fiscali

Vuoi sapere quali sono i costi di una partita IVA e quanto costa aprirla? In questo articolo ti rispondiamo parlando di costi per adempimenti, tasse e contributi. In più vediamo cosa cambia in base al regime fiscale applicato e alla forma scelta per la tua attività.

Quanto costa aprire la partita IVA

L'apertura della partita IVA è gratuita ed è possibile richiederla all'Agenzia delle entrate compilando gli appositi moduli. Tuttavia, è molto facile commettere errori. Questo perché dovranno essere indicate alcune importanti informazioni come il codice ATECO della propria attività e il regime fiscale più adatto da applicare. Sono inoltre previsti alcuni adempimenti successivi, ad esempio la gestione degli aspetti previdenziali e legali, che richiedono un'attenta valutazione da parte di un esperto. Per questi motivi in genere si ricorre ad un commercialista per aprire una nuova attività senza commettere errori.

Su LexDo.it offriamo un servizio di apertura partita IVA online che ti permette di ottenere una p. IVA in modo semplice e veloce. Un professionista esperto si occuperà per te di tutti gli adempimenti indicandoti le scelte più corrette dal punto di vista fiscale. Potrai inoltre godere di un supporto legale completo per un anno, con contratti da creare e una consulenza con un avvocato da utilizzare per ogni esigenza. Il tutto ad un costo di € 99 + IVA.

Quanto costa la partita IVA

Costi della partita IVA in regime forfettario e ordinario

Esistono due diversi regimi di tassazione per la partita IVA: il regime forfettario e il regime ordinario. Vediamoli nel dettaglio.

Regime forfettario

Chi ha un reddito annuo inferiore a € 65.000 può aderire al regime forfettario. Questo regime prevede l'applicazione di un'aliquota unica del 5% sul reddito per i primi 5 anni di attività. Si tratta di una partita IVA agevolata che garantisce una serie di vantaggi e semplificazioni ulteriori. Ad esempio, non si applicano l'IVA e la fatturazione elettronica. Dopo i primi 5 anni, l'aliquota passa al 15% ma vengono mantenute le altre semplificazioni. Per questi motivi è il regime più scelto dai giovani con p. IVA.

Regime ordinario

Il regime ordinario è previsto per chi supera € 65.000 di reddito annuo. Tuttavia, può essere scelto anche da chi ha un reddito inferiore. In questo regime non si applica un'aliquota unica ma più aliquote che crescono all'aumentare del reddito prodotto. Più è alto il reddito più imposte si pagano. Chi applica questo regime è tenuto al pagamento dell'IVA e alla tenuta della contabilità ordinaria (es. registri IVA e libro giornale per annotare le operazioni economiche effettuate).

Costi per i contributi

Chi apre una partita IVA deve pagare i contributi. Si tratta di versamenti periodici per accumulare la futura pensione. La scelta dell'uno o dell'altro regime non influisce sui contributi da versare. I professionisti iscritti alle casse (es. architetti, avvocati) versano gli importi stabiliti dalla propria cassa di riferimento. Gli altri lavoratori, invece, devono iscriversi all'INPS. Artigiani e commercianti hanno una propria gestione con aliquota contributiva del 24%. Gli altri lavoratori, invece, versano i contributi alla gestione separata che prevede un'aliquota del 25,72%.

Costo della p.IVA in base alle diverse attività

In base alla forma scelta per svolgere la propria attività, l'apertura della p.iva potrebbe comportare eventuali costi aggiuntivi. Scopriamoli insieme.

Libero professionista

Il libero professionista è colui che svolge tipicamente delle prestazioni di carattere intellettuale. A differenza della ditta individuale, l'attività non è organizzata in forma di impresa (non vengono prodotti o venduti beni). Sono liberi professionisti, gli ingegneri, i consulenti marketing, i giornalisti, etc. Chi apre la p. iva come libero professionista non deve iscriversi al Registro delle imprese. Bisognerà, invece, iscriversi all'albo quando questo è previsto per la specifica professione. In genere, il costo di iscrizione è compreso tra € 200 ed € 300.

Se il libero professionista ha una propria cassa professionale di riferimento verserà direttamente a questa i contributi. In caso contrario, dovrà iscriversi alla Gestione separata INPS. È invece facoltativa l'iscrizione all'INAIL per l'assicurazione sul lavoro.

Ditta individuale

Una persona che svolge un'attività di produzione o di vendita di beni o servizi (attività commerciale) è tenuta ad aprire una ditta individuale. Si tratta del nome commerciale con cui si presenta sul mercato l'imprenditore individuale (es. Officina ABC di Mario Rossi). A differenza di una società che ha una sua personalità giuridica, in una ditta individuale è l'imprenditore direttamente responsabile dell'attività che svolge l'impresa.

I costi di una ditta individuale possono essere molto vari. Innanzitutto, è necessario aprire una ditta individuale nel registro delle imprese attraverso l'iscrizione alla camera di commercio. Il costo dell'iscrizione, comprensivo dei diritti di segreteria, del diritto annuale della Camera di commercio e dell'imposta di bollo non supera, in genere, € 200. A questo adempimento si aggiungono i costi eventuali dei certificati e delle comunicazioni da presentare per avviare l'impresa come la SCIA per le attività commerciali.

Per quanto riguarda la contribuzione, la Gestione Artigiani e Commercianti INPS prevede una riduzione del 35% dei contributi da versare se si aderisce al regime forfettario. Sotto il profilo assicurativo per alcune attività (es. quelle artigianali) è necessario il pagamento del premio INAIL per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Imprenditore agricolo

Chi esercita in modo stabile un'attività di impresa agricola (es. allevamento, coltivazione) può aprire una partita IVA agricola e avviare un'azienda agricola. In questo caso le tasse da versare variano in base al reddito prodotto. Se il reddito è inferiore ad € 7.000 l'imprenditore è esonerato dall'applicazione dell'IVA sui beni venduti (cosiddetto "regime di esonero"). Se invece il reddito supera questa soglia, si applica il regime ordinario, con la possibilità però di detrarre una percentuale di IVA su alcune tipologie di prodotti (es. per il vino, si applica al consumatore l'IVA del 22%, ma si versa allo Stato soltanto il 9,7%). L'imprenditore agricolo non può aderire al regime forfettario.

Come aprire la partita IVA con LexDo.it

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