Aprire Partita IVA Agricola: Requisiti, Costi e Regimi

Aprire Partita IVA Agricola: Requisiti, Costi e Regimi

Vuoi avviare un'attività agricola di impresa? Scopri quando e come aprire la partita IVA agricola, il regime fiscale più corretto e i costi.

Requisiti per l'imprenditore agricolo

Chiunque eserciti in modo stabile un’attività agricola di impresa è definito un imprenditore agricolo. Per attività d’impresa agricola si intende la coltivazione di vegetali e l’allevamento di animali oppure la cura e lo sviluppo del loro ciclo biologico in un fondo, in un bosco o nelle acque. Inoltre, sono attività agricole anche quelle connesse, come la commercializzazione, la cura e la trasformazione dei prodotti agricoli. Ad esempio, svolge attività di impresa agricola chi, oltre a coltivare il suo fondo, commercializza i suoi pomodori.

L'imprenditore agricolo si distingue in diverse tipologie a seconda di specifici requisiti:

  • coltivatore diretto: coltiva il fondo o alleva bestiame con lavoro proprio o con l'aiuto della famiglia. Svolge quest'attività almeno 104 giorni l'anno, coprendo almeno un terzo del lavoro necessario al fabbisogno del fondo;
  • imprenditore agricolo professionale (IAP): dedica all'agricoltura almeno il 50% del suo tempo e almeno la metà del suo reddito proviene da quest'attività. Deve avere conoscenze e competenze professionali maturate con un titolo o dall'esercizio continuativo dell'attività per almeno 3 anni;
  • imprenditore agricolo non professionale: svolge l'attività agricola in modo stabile, ma non rispetta i requisiti di legge previsti per il coltivatore diretto e per l'IAP.

In tutti e tre i casi, l'attività di impresa è svolta in modo abituale o continuativo e prevede l'obbligo della partita IVA e comporta l'apertura di un'azienda o impresa agricola. Quest'obbligo non è previsto solo se la prestazione lavorativa è occasionale, vale a dire svolta in modo saltuario.

aprire partita IVA agricola

Come aprire la partita IVA agricola

È importante capire come aprire la P.IVA agricola nel modo migliore. In particolare, è utile farsi guidare da un esperto che si occupi di tutti gli adempimenti presso l’Agenzia delle Entrate. Tale intervento serve ad evitare errori che possono incidere sull’andamento dell’impresa. Infatti, è necessario individuare il codice identificativo dell’attività agricola e il regime fiscale corretto per l’imprenditore. Inoltre, ci sono una serie di adempimenti ulteriori da tenere in considerazione, come ad esempi gli aspetti previdenziali. 

Con LexDo.it puoi aprire la partita IVA online, in modo semplice, direttamente dal tuo smartphone o computer. Riceverai la consulenza di un professionista esperto entro 48 ore dalla richiesta e non dovrai occuparti di nulla. Infatti, troveremo noi la soluzione fiscale più adatta per la tua partita IVA agricola. Inoltre, avrai a tua disposizione il supporto legale completo di LexDo.it per creare contratti su misura e richiedere consulenze con avvocati su qualsiasi tema legale.

I costi della partita IVA in agricoltura

Esistono tre regimi fiscali applicabili alla partita IVA agricola: il regime di esonero, il regime speciale dell’agricoltura e quello ordinario. Si tratta di regimi molto diversi da quello della partita IVA in regime forfettario. Il regime fiscale determina l’ammontare delle tasse applicabili. Infatti, a seconda del regime variano le esenzioni fiscali esistenti e di conseguenza il costo della partita iva.

Il regime di esonero

Il regime di esonero si applica agli imprenditori agricoli che hanno un volume di affari annuo inferiore a € 7.000 derivante per almeno 2/3 dalla vendita di prodotti agricoli. Con questo regime, l'agricoltore è esonerato da tutti gli adempimenti IVA, dall'iscrizione al registro delle imprese e dalla fatturazione. In particolare, in regime di esonero, l'imprenditore ha una contabilità semplificata e può vendere un prodotto agricolo a un consumatore senza dover rilasciare fattura e senza applicare l'IVA.

Il regime speciale

Il regime speciale dell'agricoltura è dedicato agli imprenditori agricoli che hanno un volume di affari maggiore di € 7.000. Questo regime prevede un meccanismo di detrazione dell'IVA particolare che si applica ad alcuni prodotti come vino, bovini, suini, etc. Nello specifico, l'agricoltore versa allo Stato solo una percentuale dell'IVA incassata che viene stabilita a forfait in base al tipo di prodotto venduto. Ad esempio, nella vendita di vino, l'agricoltore applica al cliente il 22% di IVA, ma ne versa allo Stato solo una parte, applicando una detrazione del 12,3%.

Il regime ordinario

Il regime ordinario, invece, si applica in tutti i casi residuali e non prevede semplificazioni, comportando gli adempimenti fiscali di qualsiasi imprenditore. Con questo regime, la detrazione dell'IVA avviene in modo ordinario. L'agricoltore detrae l'IVA sottraendo quella incassata dalle vendite dei prodotti agricoli e quella applicata agli acquisti effettuati. Ad esempio, l'agricoltore che fa ingenti investimenti, acquistando macchinari agricoli, potrebbe avere un credito di imposta.

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