Riforma Terzo Settore: Guida alle Associazioni ETS

Riforma Terzo Settore: Guida alle Associazioni ETS

Scopriamo le novità della Riforma del Terzo Settore e cosa cambia per gli enti no profit. Vediamo insieme cosa sono i nuovi Enti del Terzo Settore (ETS), come costituirli o come adeguare lo statuto delle associazioni già esistenti.

Cos'è la Riforma del Terzo Settore

Con il termine "Riforma del Terzo Settore" si indica una normativa emanata nel 2017 che ha creato una disciplina unica per le associazioni e per gli altri enti senza scopo di lucro che perseguono fini solidaristici o di utilità sociale.

Ad oggi, questa riforma non è del tutto in vigore poiché non sono stati emanati alcuni dei decreti attuativi e mancano delle autorizzazioni della Commissione Europea. Inoltre, non è stato ancora istituito il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) previsto dalla riforma a cui dovranno iscriversi le associazioni.

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Cosa cambia con il Codice del Terzo Settore

La riforma introduce numerose novità attraverso il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. n.117/2017), il nuovo testo normativo di riferimento per gli enti associativi. Vediamo le modifiche più importanti.

Finalità associative prestabilite

Le associazioni potranno svolgere una o più attività di interesse generale tra quelle previste per legge. L'elenco è inserito nell'art. 5 del Codice e contiene una vasta gamma di finalità civiche, solidaristiche o di utilità sociale tra cui scegliere. L'associazione che non svolge una delle attività presenti nell'elenco in via esclusiva o principale non potrà acquisire la qualifica di ETS (Ente del Terzo Settore), perdendo così l'accesso ai futuri benefici fiscali.

Numero minimo di associati fondatori

Cambia anche il numero minimo di associati per costituire alcune associazioni. Nello specifico, per le associazioni di volontariato e di promozione sociale sono già richiesti almeno 7 associati per la costituzione. Resta invece invariato il numero minimo di 3 fondatori per associazioni sportive e culturali.

Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)

La riforma prevede l'istituzione di un registro unico (RUNTS) al quale le associazioni dovranno iscriversi per accedere alle agevolazioni fiscali. Si tratta di un registro pubblico telematico contenente le informazioni principali degli enti (es. attività svolte, dati degli amministratori, indicazione se si tratta di un'associazione riconosciuta o meno).

Il registro non è ancora attivo ma è previsto che venga istituito entro il 2021. La sua introduzione comporterà l'estinzione degli altri registri oggi esistenti (es. albi regionali del volontariato). In ogni caso, fino a quando il RUNTS non sarà istituito, le associazioni dovranno continuare a iscriversi agli attuali registri regionali o nazionali in base al tipo di associazione.

Agevolazioni fiscali sulle entrate commerciali

Sotto il profilo fiscale, sarà introdotta una nuova distinzione tra entrate non commerciali e entrate commerciali. A grandi linee, saranno entrate non commerciali le seguenti:

  • quote degli associati, donazioni e sovvenzioni
  • utili per l'attività di ricerca scientifica (purché le somme siano reinvestite nella ricerca o nella diffusione gratuita dei risultati)
  • ricavi per altre attività definite non commerciali dal Codice del Terzo Settore. Si tratta di tutte le attività i cui ricavi non superano i costi sostenuti per organizzarle oppure, più nello specifico, di attività con ricavi che non superano di oltre il 5% i relativi costi per non più di 2 anni consecutivi.

Saranno invece commerciali tutte le entrate diverse da quelle appena elencate.

Le entrate non commerciali non saranno tassate e, inoltre, l'associazione potrà beneficiare di un nuovo regime forfetario che prevederà delle aliquote agevolate di tassazione sugli eventuali ricavi commerciali (es. aliquota del 7% sugli introiti inferiori a €130.000 all'anno). È bene però specificare che se le entrate commerciali supereranno quelle non commerciali l'associazione non potrà avere nessun tipo di agevolazione fiscale e tutte le entrate saranno tassate, comprese quelle non commerciali.

Per l'applicabilità del nuovo regime fiscale si attende l'autorizzazione della Commissione Europea. Nell'attesa, le associazioni possono continuare a beneficiare dell'attuale regime di tassazione agevolato che prevede, ad esempio, l'esenzione dall'IVA e dall'obbligo di fatturazione se i ricavi commerciali non superano €400.000. Tale regime resterà in vigore fino a quando la Commissione Europea non si pronuncerà.

Le nuove associazioni ETS

La riforma punta a riunire i diversi tipi di associazione in un'unica grande famiglia: gli Enti del Terzo Settore (ETS). Vediamo, in sintesi, cosa accadrà alle tipologie di organizzazioni attualmente esistenti.

Associazioni che potranno diventare ETS

  • per le associazioni di volontariato (ODV) e di promozione sociale (APS) l'iscrizione al RUNTS avverrà in modo automatico poiché tali associazioni saranno qualificate di diritto come ETS e le vecchie legislazioni su ODV e APS verranno abrogate
  • le associazioni generiche/culturali possono scegliere o meno se diventare ETS. La scelta più conveniente sembra essere quella di aderire alla riforma poiché sarà l'unico modo per queste associazioni di avere una tassazione agevolata sui ricavi commerciali
  • anche per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) è facoltativo diventare ETS. Tuttavia, le ASD saranno le uniche a poter ancora beneficiare dell'attuale regime agevolato di tassazione anche a riforma completamente attuata. Per gli enti sportivi (anche di nuova costituzione) questo regime risulta essere più conveniente rispetto a quello nuovo che verrà introdotto
  • le ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale) saranno abrogate. Queste associazioni per sopravvivere dovranno necessariamente qualificarsi come ODV o APS e di conseguenza adeguare i loro statuti alla normativa ETS.

Associazioni che non potranno diventare ETS

Le seguenti tipologie di enti non potranno acquisire la qualifica di ETS in nessun caso:

  1. associazioni politiche e partiti
  2. sindacati
  3. associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche (es. Confindustria)
  4. associazioni di datori di lavoro
  5. enti sottoposti a direzione e coordinamento o controllati dai suddetti enti

Come costituire un ETS

Per fondare un ETS è sufficiente che gli associati fondatori redigano e firmino lo statuto e l'atto costitutivo dell'ente. Questi documenti stabiliscono gli scopi associativi, le attività da svolgere e le persone che si occuperanno dell'amministrazione. Successivamente si dovrà:

  1. richiedere il codice fiscale per compiere ogni operazione (es. stipulare contratti, aprire un conto corrente). Se si dovrà svolgere attività commerciale in modo continuativo occorrerà invece aprire direttamente una p.IVA per associazione
  2. registrare l'associazione all'Agenzia delle Entrate per rendere conoscibile l'ETS ai terzi
  3. trasmettere il modello EAS all'Agenzia delle Entrate per comunicare i dati fiscalmente rilevanti e beneficiare delle future agevolazioni

Infine, si ricorda che sarà obbligatorio iscriversi al Registro Unico (RUNTS) quando sarà istituito. Fino ad allora, le associazioni per cui sono attualmente in vigore dei registri di riferimento (es. ODV, APS) dovranno continuare a iscriversi in questi.

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Adeguamento dello statuto alla Riforma del Terzo Settore

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Il termine per l'adeguamento è fissato al 31 maggio 2021. Il mancato rispetto di questa scadenza non comporta delle sanzioni pecuniarie. Tuttavia, oltre tale data non sarà più sufficiente una delibera dell'assemblea ordinaria dell'associazione per approvare il nuovo statuto. Bisognerà convocare un'assemblea straordinaria che prevede dei quorum costitutivi e deliberativi più gravosi.

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