Creare Associazione No Profit (Senza Scopo di Lucro)

Creare Associazione No Profit (Senza Scopo di Lucro)

Scopri in questa guida completa cos'è e come creare un'associazione no profit. Ti spieghiamo cosa vuol dire "senza scopo di lucro" e ti illustriamo come aprire il tuo ente, dalla firma di statuto e atto costitutivo fino alla richiesta del codice fiscale. Diamo infine uno sguardo alla redazione del bilancio, ai costi previsti e ai regimi fiscali applicabili.

Cos'è una no profit

L'associazione no profit (tradotto dall'inglese in "senza scopo di lucro") è un ente non commerciale formato da più persone che perseguono un fine comune di natura ideale, solidale o di utilità sociale (es. culturale, filantropico, sportivo, etc.).

È bene specificare che tutte le associazioni sono necessariamente no profit. Non esiste infatti la possibilità di creare un'associazione a "fine di lucro" per generare ricavi economici.

In base alle finalità perseguite, si distinguono diversi tipi di no profit. Vi sono enti che si dedicano alla solidarietà verso soggetti terzi (es. organizzazioni di volontariato, ONLUS) oppure altri con finalità di utilità sociale e attività rivolte principalmente ai propri iscritti (es. associazioni culturali, sportive, di promozione sociale).

Cosa vuol dire "senza scopo di lucro"

L'espressione "senza scopo di lucro" significa letteralmente che un'associazione, in quanto ente non commerciale, non può avere come fine principale la realizzazione di un profitto. La normativa di riferimento (art. 73, c.1, Testo Unico delle Imposte sui Redditi) prevede infatti che l'ente non commerciale non può svolgere in via principale l’esercizio di attività di vendita di beni e/o servizi.

Tuttavia, un'associazione senza scopo di lucro può comunque svolgere attività commerciale, purché questa sia secondaria e ausiliaria ai fini principali perseguiti. Sono alcuni esempi: la vendita di gadget, i ricavi da sponsorizzazioni, etc. Vi è però l'obbligo di reinvestire questi introiti unicamente nelle attività istituzionali senza poterli distribuire agli associati.

associazione no profit senza scopo di lucro

Come aprire un'associazione senza scopo di lucro

Per fondare un'associazione senza scopo di lucro bisogna anzitutto trovare altre persone che condividano il progetto. Per la costituzione è richiesto un numero minimo di tre o sette associati, a seconda della tipologia di associazione scelta.

La procedura di creazione di un'ente senza scopo di lucro è abbastanza semplice. Infatti, basta redigere statuto e atto costitutivo e procedere in seguito ad ulteriori ed eventuali adempimenti. Vediamo in dettaglio questi passaggi.

Statuto e atto costitutivo

Statuto e atto costitutivo dell'associazione sono i documenti necessari per aprire l'ente e contengono i dati degli associati e le regole sull'amministrazione e sulla vita dell'organizzazione senza scopo di lucro.

Per costituire la no profit è sufficiente la firma dei fondatori su atto costitutivo e statuto. Infatti, l'intervento di un notaio è previsto solo se si vuole aprire un'associazione riconosciuta. Con il riconoscimento il patrimonio dell'ente viene separato da quello dei suoi amministratori che non risponderanno con i propri beni degli eventuali debiti della no profit. Il riconoscimento non è un atto obbligatorio, tuttavia può rendersi necessario in alcuni casi (es. se si vuole accedere a finanziamenti pubblici).

Codice fiscale, registrazione e partita IVA

Il codice fiscale per l'associazione può essere richiesto all'agenzia delle entrate. Richiederlo non è obbligatorio, tuttavia è praticamente indispensabile nella grande maggioranza dei casi. Senza assegnazione del codice fiscale, infatti, l'ente non può compiere operazioni basilari come aprire un conto corrente, stipulare un contratto, acquisire dei beni, etc. Inoltre, occorre possedere il codice fiscale per procedere alla registrazione dell'associazione. Anche questo adempimento non è obbligatorio, ma è comunque frequente poiché consente di ottenere la data certa di costituzione della no profit (rendendola conoscibile ai terzi) ed è soprattutto necessario per accedere alle agevolazioni fiscali di settore.

L'apertura della partita IVA per un'associazione è invece necessaria solo quando l'ente svolge in modo continuativo attività commerciale ausiliaria agli scopi principali e indirizzata verso soggetti terzi esterni all'ente. Se le entrate dell'ente sono soltanto quelle istituzionali (quote associative e contributi degli associati per eventi organizzati) allora non è necessario aprire una partita IVA.

Il bilancio di un'organizzazione no profit

Nonostante l'associazione sia un ente senza scopo di lucro, è comunque previsto l'obbligo di redigere un bilancio annuale (più propriamente detto rendiconto contabile). Il documento è in genere più snello rispetto a quello delle società essendo previste poche voci semplificate. È importante distinguere nel documento i proventi derivanti dall'attività istituzionale da quelli dell'eventuale attività commerciale.

L'eventuale utile risultante dal bilancio deve essere accantonato e utilizzato dall’ente esclusivamente per lo svolgimento delle proprie attività. Il divieto di distribuzione è previsto anche in caso di estinzione della no profit. Infatti, in questo caso gli associati avranno l’obbligo di devolvere le somme avanzate ad altre associazioni.

È inoltre prevista una relazione di missione da allegare al bilancio. Si tratta di un documento predisposto dagli organi direttivi dell'ente che illustra l'attività svolta e la sua coerenza con i fini statutari. Bilancio e relazione devono essere approvati dall'assemblea entro quattro mesi dalla chiusura dell'anno sociale.

Costi e regime fiscale

Per quanto riguarda i costi di costituzione bisogna considerare la parcella del professionista (es. avvocato) per la redazione dei documenti costitutivi. Il costo è ancora maggiore nel caso in cui si voglia creare un'associazione no profit riconosciuta presso un notaio.

Per la pratica di registrazione i costi sono di circa €250 tra tasse e imposte di bollo. Vi sono poi da considerare gli eventuali costi di gestione che l'ente potrebbe sostenere. Per fare alcuni esempi: il canone di locazione di un immobile per avere una sede sociale, le spese per l'organizzazione di eventi ricorrenti, il costo degli accessori eventualmente forniti ai propri associati, etc.

Infine, sotto il profilo fiscale, le associazioni no profit godono di regimi fiscali agevolati. Nella grande maggioranza dei casi è possibile aderire al regime fiscale della legge n.398/91 che prevede la completa detassazione delle entrate istituzionali (es. le quote associative, gli incassi per la partecipazione di soggetti terzi alle attività dell'ente, etc.). Inoltre, in caso di entrate commerciali, se queste sono inferiori a €400.000 non è dovuto il pagamento dell'IVA e si è dispensati dall'obbligo di fatturazione.

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