Come Aprire un'Associazione di Volontariato

Come Aprire un'Associazione di Volontariato

Scopri cos'è e come aprire un'associazione di volontariato (ODV). Vediamo cosa devono contenere l'atto costitutivo e lo statuto della ODV e tutti i passaggi necessari per costituirla e registrarla. Infine, diamo uno sguardo al regime fiscale applicabile per questa tipologia di ente no profit.

Cos'è un'associazione di volontariato

L'associazione di volontariato o organizzazione di volontariato è un ente senza scopo di lucro che persegue fini solidaristici di interesse generale (es. assistenza civile e sanitaria, raccolta di beni da destinare alla collettività). L'attività dell'ente deve essere indirizzata in prevalenza verso soggetti terzi, in genere appartenenti alle categorie più svantaggiate (anziani, disabili, senza tetto, etc.).

Per definizione di legge, l'attività di volontariato deve essere svolta dagli associati personalmente e a titolo gratuito. I volontari, infatti, non possono essere retribuiti in alcun modo né dall'organizzazione stessa né dai beneficiari. È possibile soltanto ricevere un eventuale rimborso spese per l'attività prestata se questo è previsto dallo statuto della propria ODV.

L'ente può comunque avvalersi di lavoratori dipendenti o autonomi retribuiti, purché in numero non superiore al 50% dei volontari. Per fare un esempio, se l'associazione ha 15 volontari potrà ricorrere soltanto a 7 lavoratori. È bene specificare che il ricorso al lavoro retribuito è consentito soltanto se necessario al regolare funzionamento dell’attività (es. organizzo eventi per distribuire del cibo ai bisognosi e ho bisogno di alcuni operai per montare gli stand).

La recente riforma del terzo settore ha riorganizzato sotto un'unica grande famiglia gli enti con fini solidaristici e di utilità sociale. Le associazioni di volontariato (insieme a quelle di promozione socialediventeranno automaticamente Enti del Terzo Settore (ETS). Attualmente la nuova normativa non è ancora del tutto in vigore, tuttavia alcune regole devono essere già applicate. Tra queste, le disposizioni appena viste in tema di lavoro retribuito e l'aumento del numero minimo di associati fondatori da tre a sette.

associazione di volontariato odv

Come creare una ODV

Per fondare l'ente, come appena detto, occorre anzitutto formare un gruppo di almeno sette persone che condividano scopo e obiettivi dell'associazione di volontariato.

Bisogna poi redigere atto costitutivo e statuto della ODV. La redazione può essere affidata ad un professionista (es. avvocato) e basterà poi la firma di tutti i fondatori sui documenti per costituire l'organizzazione. In questo caso l'associazione sarà "non riconosciuta" e gli amministratori potranno essere chiamati a rispondere con il proprio patrimonio personale degli eventuali debiti dell'ente. Se invece si vuole conseguire la totale autonomia del patrimonio dell'organizzazione bisognerà redigere atto costitutivo e statuto con atto pubblico da un notaio, costituendo in questo modo un'associazione riconosciuta.

Dopo la costituzione è possibile richiedere il codice fiscale all'agenzia delle entrate, necessario per compiere operazioni come aprire un conto corrente o acquistare dei beni. Sempre all'agenzia è poi possibile registrare l'associazione per rendere conoscibile la ODV ai terzi e beneficiare delle agevolazioni fiscali di settore.

Per l'accesso a queste agevolazioni è inoltre necessario procedere all'iscrizione nel registro regionale del volontariato della propria regione di appartenenza. Alla domanda devono essere allegati i documenti che dimostrano l'avvenuta registrazione all'agenzia delle entrate o la costituzione dell'ente tramite atto pubblico.

Statuto e atto costitutivo di una organizzazione di volontariato

Statuto e atto costitutivo dell'associazione di volontariato sono i documenti necessari per costituire una ODV e regolarne il funzionamento.

L'atto costitutivo contiene la denominazione dell'ente (indicando espressamente anche la dicitura "organizzazione di volontariato" o "ODV"), i dati degli associati fondatori e degli amministratori, il luogo di costituzione e la sede sociale.

Nello statuto vengono fissate le norme sull'amministrazione dell'ente e sull'adesione ed esclusione dei soci. Inoltre, il documento presenta le seguenti previsioni tipiche di tutti gli enti no profit:

  • assenza di fini di lucro
  • divieto di distribuzione degli utili eventuali agli associati e obbligo di reinvestirli unicamente nelle attività istituzionali
  • ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati
  • obbligo di devoluzione del patrimonio residuo ad altri enti no profit in caso di scioglimento o cessazione dell'associazione.

Regime fiscale

L'associazione di volontariato, in quanto ente non profit, beneficia della non tassazione su tutte le entrate istituzionali e non commerciali. Rientrano tra queste, ad esempio, le quote associative e i contributi economici versati dagli associati per le attività svolte.

Anche se la ODV non ha scopo di lucro, può comunque svolgere attività commerciale (es. vendita di gadget a terzi, somministrazione di alimenti e bevande). Tale attività è consentita soltanto se ausiliaria e non prevalente rispetto all'attività istituzionale. Per le entrate commerciali è possibile aderire al regime fiscale agevolato della legge 398/1991. Introdotto per le associazioni sportive, questo regime è stato poi esteso anche alle altre no profit. Tra i vantaggi vi è l'esonero dall'applicazione dell'IVA e dall’obbligo di fatturazione. Queste agevolazioni sono però disponibili solo per le associazioni che non superano €400.000 di proventi annui derivanti da attività commerciale.

Per usufruire delle agevolazioni fiscali, questi enti dovranno trasmettere il modello EAS all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dalla loro costituzione.

Non appena entrerà pienamente in vigore la riforma del terzo settore, il regime fiscale appena descritto non potrà più essere applicato dalle associazioni di volontariato ETS. Sarà tuttavia possibile aderire alle nuove misure fiscali che prevedono, tra le varie disposizioni, una tassazione forfettaria con aliquota ridotta sui ricavi commerciali non superiori a €130.000.

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