Clausole di gradimento per SRL e SPA: esempi e significato

Clausole di gradimento per SRL e SPA: esempi e significato

Negli statuti delle società di capitali si possono introdurre le clausole di gradimento per subordinare la vendita delle quote o azioni a nuovi soci. Vediamo il loro significato e alcuni esempi.

Cosa sono le clausole di gradimento

Le clausole di gradimento consentono di evitare che soggetti terzi non graditi o che non hanno determinati requisiti diventino soci di una SRL o di una SPA. La decisione sul gradimento può essere assegnata all'organo amministrativo (amministratore unico o consiglio di amministrazione) sia per le SPA sia per SRL. È possibile demandare il potere di decisione anche ai soci ma in tal caso ci sono alcune piccole differenze tra SPA e SRL, e precisamente:

  • nelle SPA la decisione sul gradimento può essere adottata dall'assemblea di tutti i soci oppure da un’assemblea composta solo da una specifica categoria di azionisti (ove esistenti)
  • anche nelle SRL la decisione può essere affidata a tutti i soci, ma a differenza delle SPA può essere attribuita anche ad un singolo socio (ad esempio, quello di maggioranza o al socio più influente).

Si può anche prevedere una clausola di esclusione dal gradimento per le vendite delle partecipazioni a favore di altri soci, di parenti e affini del socio venditore. Ad esempio, in caso di vendita della partecipazione da parte del socio alla moglie, il trasferimento potrà avvenire liberamente e non sarà subordinato ad alcun gradimento.

Significato di mero e non mero gradimento

Il nostro ordinamento prevede due tipologie di clausole di gradimento: mero gradimento e non mero gradimento, che limitano in modo diverso l’ingresso di nuovi soci. Vediamo le differenze.

Clausola di mero gradimento
Viene definita clausola di mero gradimento quando l’ingresso di nuovi soci è affidato al potere assolutamente discrezionale degli amministratori o di uno o più soci. Il placet all'entrata del nuovo socio non è pertanto vincolato da requisiti particolari del nuovo socio ma dalla mera volontà di chi deve adottare la decisione. In caso di rifiuto, si dovranno comunicare al socio anche le ragioni del diniego.

Ad esempio, se un socio di una SPA intende vendere la sua partecipazione ad un terzo, dovrà richiedere il gradimento alla maggioranza dei soci o del consiglio di amministrazione che potrà autorizzare o meno la vendita a suo insindacabile giudizio.

Clausola di non mero gradimento:
Viene definita clausola di non mero gradimento quella che fissa dei criteri o delle caratteristiche che il terzo deve avere per far parte della società. Solitamente tali clausole sono funzionali a permettere l’entrata di nuovi soci solo a soggetti qualificati. Con l'adozione di questo tipo di clausola, il rifiuto alla vendita a un nuovo socio non va motivato.

Ad esempio, un socio di una startup innovativa Alfa SRL potrà vendere la sua quota solo se il nuovo socio ha specifiche competenze tecniche informatiche oppure se non è socio di un’impresa concorrente, etc. 

Come funziona la clausola di gradimento

La clausola di gradimento prevede per prima cosa che il socio che vuole vendere deve comunicare la sua intenzione all’organo amministrativo, manifestando la percentuale della partecipazione, il prezzo richiesto, le condizioni di pagamento e gli estremi del potenziale acquirente.

La decisione relativa al gradimento, come accennato sopra, può essere presa dagli amministratori o dai soci. Una volta presa la decisione, questa dovrà essere trasmessa dagli amministratori al socio venditore entro un determinato termine stabilito dallo statuto. Si ricorda che in caso di rifiuto, se la clausola è di mero gradimento, va comunicata al socio anche la motivazione del rifiuto.

Quando nello statuto viene inserita la clausola di gradimento, va disciplinato il diritto di recesso (diritto di uscire dalla società) a favore del socio che non partecipa alla decisione di gradimento, e precisamente:

  • nelle SPA, il diritto di recesso può essere previsto ma non è obbligatorio;
  • nelle SRL, il diritto di recesso deve essere previsto obbligatoriamente laddove il gradimento venga negato.

Quando inserire le clausole di gradimento nelle SRL e nelle SPA

Le clausole di gradimento sono utilizzate principalmente per le società di capitali (SRL e SPA). Rara invece l'adozione del gradimento nello statuto delle società di persone (società semplice, società in nome collettivo e società in accomandita semplice).

Le clausole di gradimento possono essere inserite nelle SRL e nelle SPA nelle seguenti modalità:

  • nello statuto al momento della costituzione
  • con una modifica dello statuto
  • nei patti parasociali che regolano i rapporti tra soci.

Clausola di gradimento SRL esempio

Riportiamo in esempio la nostra clausola di gradimento del nostro statuto basato sul modello tipizzato del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico):

"Il trasferimento di quote di partecipazione al capitale sociale per atto tra vivi è subordinato al gradimento espresso dai soci rappresentanti la maggioranza assoluta del capitale sociale, escludendo dal computo il socio la cui quota sia oggetto di trasferimento sulla base dei seguenti requisiti:

- mancato esercizio da parte del terzo acquirente di una attività concorrente con quella sociale

- insussistenza, in capo all’aspirante acquirente, di una situazione di palese conflitto di interessi.

Non sono sottoposti al giudizio di gradimento i trasferimenti che avvengano tra fiduciante e società fiduciaria e viceversa.

Opzionale: Non sono, altresì, sottoposti a giudizio di  gradimento i trasferimenti che avvengano a favore di altri soci, del coniuge, dei parenti dell’alienante entro il terzo grado e dei suoi affini entro il secondo.

Il socio che intende effettuare il trasferimento deve comunicare la propria intenzione ai componenti dell’organo amministrativo, evidenziando gli estremi di quanto è oggetto di alienazione, il prezzo richiesto, le condizioni di pagamento, le esatte generalità del terzo potenziale acquirente e il termine di stipula dell’atto traslativo. 

Entro il termine di 15 giorni dalla data di ricevimento della predetta comunicazione l’organo amministrativo comunica al socio alienante e al terzo potenziale acquirente la decisione adottata in merito al gradimento evidenziando, in caso di diniego, le ragioni dello stesso. In mancanza di risposta entro il termine sopra indicato, il gradimento si intende negato.

Se il gradimento viene negato, al socio alienante compete il diritto di recesso, da esercitarsi ai sensi dell’art. 2473 del codice civile."

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