Prestazione Occasionale: Come funziona, Limiti e Ricevuta

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Tutti i dettagli sulla prestazione occasionale: come si svolge, quali sono i limiti, cosa indicare in ricevuta e quali contratti scegliere tra prestazione occasionale d'opera, PrestO e Libretto famiglia.

Prestazione Occasionale: Come funziona, Limiti e Ricevuta

Cos’è la prestazione occasionale

La prestazione occasionale può essere definita come un’attività lavorativa svolta da un lavoratore in modo non abituale dietro un corrispettivo. Per prestazione non abituale si intende un’attività sporadica e saltuaria, svolta senza regolarità. Non rientra in questa categoria la semplice vendita di un oggetto o di un bene. In questi casi se la vendita è occasionale potrai consultare la nostra guida su come vendere senza partita IVA.

Un esempio è lo studente di informatica che crea un sito web per un amico oppure un lavoratore che saltuariamente si dedica al giardinaggio per i vicini. Queste prestazioni lavorative vengono regolate in modo diverso rispetto al normale lavoro svolto nell’ambito della propria professione o della propria attività lavorativa.

Anche se spesso non è obbligatorio avere un contratto, è sempre consigliabile regolare il rapporto di lavoro occasionale con un contratto scritto. Ciò permette di stabilire in modo più preciso le condizioni che disciplinano l’attività del lavoratore e di tutelare le parti da sanzioni e rischi dovuti a eventuali irregolarità, infortuni o inadempimenti.

Il contratto da utilizzare per disciplinare la prestazione occasionale dipende dal tipo di attività svolta dal lavoratore per il committente. È possibile scegliere tra vari contratti tra cui il contratto di prestazione occasionale d’opera e i contratti di PrestO e Libretto famiglia introdotti dall’art. 54-bis della legge n. 96/2017.
Per trovare il contratto più idoneo segui lo schema sottostante e leggi l’approfondimento relativo al caso specifico.

schema contratti prestazione occasionale

La prestazione occasionale svolta per un’impresa

La prestazione occasionale svolta per un’impresa può essere regolata in tre modi diversi:

  1. Contratto di prestazione occasionale d’operaper regolare la prestazione di lavoro autonomo occasionale, dove il collaboratore decide in modo indipendente come e quando lavorare
  2. PrestO, ovvero il contratto di prestazione occasionale INPS utilizzabile dal lavoratore non autonomo ed entro certi limiti di reddito imposti dalla legge
  3. Contratto di lavoro dipendente, in tutti gli altri casi

1. Il Contratto di prestazione occasionale d’opera

Il contratto di prestazione occasionale d’opera può essere usato esclusivamente nel caso di una prestazione di lavoro autonomo saltuaria (è anche detto, infatti, contratto di lavoro autonomo occasionale o contratto di collaborazione occasionale). Il lavoratore autonomo può scegliere liberamente come e quando lavorare.
Ad esempio, uno studente informatico che realizza un sito web secondo le specifiche di un’azienda, ma che non è un dipendente, decide liberamente come realizzare l’opera, senza vincoli di orario e organizzazione.

Spesso viene associato alla prestazione d’opera occasionale un limite di  5.000 euro di reddito annuo. In realtà però non è previsto nessun limite massimo di guadagno. Il limite annuale rileva ad oggi solo a fini contributivi: per un reddito lordo superiore a 5.000 euro per prestazioni occasionali sarà infatti obbligatoria l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

La prestazione occasionale può essere svolta senza partita IVA, quindi il lavoratore autonomo non emetterà alcuna fattura. Ai sensi degli artt. 1 e 5 del DPR 633/72, infatti, è obbligatorio aprire la Partita IVA (ordinaria o in regime forfettario) solo quando l’attività esercitata non è occasionale ma professionale, quindi svolta abitualmente a prescindere dal reddito.

Ricevuta e ritenuta d’acconto nella prestazione occasionale

Al termine della prestazione, il lavoratore presenterà al committente una semplice ricevuta fiscale (o una notula). La ricevuta deve essere numerata e deve contenere il compenso per la prestazione occasionale, la data di pagamento, i dati delle parti, la descrizione del lavoro svolto, gli eventuali rimborsi spese.

In genere, se l’attività è svolta nei confronti di un’impresa o di un libero rofessionista a partita IVA, il collaboratore dovrà applicare una ritenuta d’acconto pari al 20% del compenso. Per fare un esempio pratico di calcolo della ritenuta per una prestazione occasionale, per un compenso pattuito di € 1000 il committente pagherà al lavoratore € 800, trattenendo gli altri € 200 per versarli direttamente al fisco.

2. Il contratto di prestazione occasionale INPS (PrestO)

Il contratto di prestazione occasionale (anche abbreviato come PrestO) si può utilizzare per disciplinare solamente rapporti di lavoro occasionale subordinato (quando il lavoratore è alla dipendenze del datore che decide come e quando dovrà lavorare).

La normativa indica i limiti soggettivi per l’utilizzo del PrestO. In particolare, non possono usare il PrestO:

  • i datori (o committenti) che abbiano alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato
  • le imprese del settore agricolo
  • le imprese dell’edilizia e di settori affini
  • chi opera nell’ambito d’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Esistono inoltre per il lavoratore precisi limiti di reddito:

  • il lavoratore non può percepire un reddito superiore a € 2.500 per ciascun datore di lavoro (o committente)
  • se il lavoratore presta la propria attività per più datori (o committenti) il reddito non può superare € 5.000 complessivi.

Il compenso per il lavoratore non può essere inferiore a € 36 giornalieri e non può mai essere meno di € 9 l’ora.
Inoltre, il datore di lavoro dovrà versare contributi INPS (33% del compenso), oneri INAIL (3,5%) e un costo di gestione (1%). Il costo totale per il datore di lavoro sarà quindi pari al compenso del lavoratore incrementato del 37,5%.

Esempio: compenso del lavoratore € 20 all’ora per 5 ore di lavoro. Totale al lavoratore € 100 e costo totale per il datore € 137,5.

Questo contratto è stato introdotto per sostituire i vecchi voucher INPS per prestazioni accessorie e viene gestito interamente online sulla piattaforma informatica INPS (puoi trovarla QUI).

3. I contratti di lavoro dipendente

L’alternativa al PrestO in caso di lavoro occasionale subordinato è rappresentata dai contratti di lavoro dipendente come ad esempio:

Questi contratti non prevedono nessuno dei limiti che si applicano al PrestO. Si tratta infatti di normali contratti di lavoro che prevedono tutti i passi necessari per gestire il rapporto di lavoro dipendente (buste paga, iscrizione a INPS e INAIL, pagamento contributi, mensilità aggiuntive, ferie, etc.). Nella scelta di questi contratti è importante però tenere a mente la differenza tra lavoro intermittente e part time, in quanto si tratta di contratti molto diversi tra loro utilizzabili in specifiche situazioni.

La prestazione occasionale “in famiglia”

Il lavoro domestico e domiciliare, svolto in modo occasionale, può essere regolato in due modi:

  1. con il Libretto famiglia, con alcuni limiti previsti
  2. con un contratto di lavoro domestico (per colf, badanti, tate etc.), sempre utilizzabile.

1. Il Libretto famiglia

Per una prestazione occasionale in ambito domestico è obbligatorio utilizzare il Libretto famiglia. Può essere utilizzato esclusivamente per le seguenti attività:

  • piccoli lavori domestici, incluso giardinaggio, pulizia e manutenzione
  • assistenza domiciliare a bambini e anziani, malati o disabili
  • attività di insegnamento privato supplementare.

Il Libretto famiglia permette di retribuire ogni ora di lavoro con titoli di pagamento del valore fisso di € 10. Questo importo comprende sia il compenso del lavoratore (€ 8) sia i contributi previdenziali e INAIL.

Sono previsti gli stessi limiti di reddito che si applicano al PrestO (massimo € 2.500 per ciascun datore di lavoro e reddito complessivo massimo di  5.000 euro in caso di più datori) oltre ad un limite di 280 ore sulla durata massima della prestazione nell’arco dello stesso anno. Nel caso in cui questi limiti non siano rispettati, il rapporto di lavoro si trasformerebbe in lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Per l’utilizzo del Libretto famiglia non sono previsti particolari adempimenti burocratici. Il lavoratore e committente dovranno soltanto registrarsi alla piattaforma online INPS, dove potranno gestire l’intero rapporto (puoi trovarla QUI)

2. Contratto di lavoro domestico

L’alternativa al Libretto famiglia è il contratto di lavoro domestico con il quale può essere regolato il rapporto di lavoro svolto all’interno di una abitazione.

Il lavoro domestico prevede alcuni adempimenti burocratici semplificati per gestire correttamente il rapporto di lavoro e prevede il pagamento dei contributi INPS e INAIL.

I documenti necessari per regolare una prestazione occasionale

Puoi personalizzare e scaricare subito tutti i documenti necessari per regolare un rapporto di lavoro occasionale rispondendo a poche semplici domande guidate.

Per l’impresa scegli tra:
CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE
CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO

CONTRATTO DI LAVORO A CHIAMATA

Per la famiglia:
CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO

Se invece vuoi iniziare a svolgere un’attività in modo professionale e con regolarità possiamo aiutarti con il nostro servizio di APERTURA PARTITA IVA ONLINE

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