Prestazione occasionale: la guida completa a tutti i contratti

Tutte le informazioni necessarie per fare chiarezza sulla prestazione occasionale: definizione, tipologie di contratto utilizzabili e novità sulla disciplina tra Prestito, Contratto d'opera e Libretto famiglia.

Prestazione occasionale: la guida completa a tutti i contratti

Cos’è la Prestazione Occasionale

La prestazione occasionale può essere definita come l’attività svolta da un lavoratore in modo non abituale dietro un corrispettivo. Per prestazione non abituale si intende un’attività svolta in modo sporadico e saltuario, senza una certa regolarità.
Ad esempio: lo studente di informatica che crea un sito web per un amico oppure il nipote che taglia l’erba alla nonna per l’estate. Queste prestazioni lavorative vengono regolate in modo diverso rispetto al normale lavoro svolto nell’ambito della propria professione o della propria attività lavorativa.

Il contratto da utilizzare dipende dal tipo di attività svolta dal lavoratore per il committente. Anche se spesso non obbligatorio, è sempre consigliabile regolare il rapporto di lavoro con un contratto scritto. Il contratto permetterà di stabilire in modo più preciso le condizioni che disciplinano l’attività del lavoratore e di tutelare le parti da sanzioni e rischi dovuti a eventuali irregolarità, infortuni o inadempimenti.

La prestazione di lavoro occasionale può essere oggetto di diversi contratti, tra cui il contratto di prestazione d’opera e i nuovi contratti di PrestO e Libretto famiglia introdotti dall’art. 54bis della L. 96/2017.
Per trovare il contratto più idoneo segui lo schema sottostante e leggi l’approfondimento del caso specifico.

La prestazione occasionale svolta per un’impresa

Le attività lavorative occasionali prestate a professionisti o imprese possono essere regolate in 3 modi:

  1. contratto di prestazione d’opera ex art. 2222 c.c., se si tratta di un lavoratore autonomo (cioè che decide in modo indipendente come e quando lavorare)
  2. contratto di prestazione occasionale INPS (PrestO), se il lavoratore non è autonomo ma entro i limiti imposti dalla legge
  3. contratti di lavoro dipendente, in tutti gli altri casi.

1. Il Contratto di Prestazione d’Opera

Il contratto d’opera può essere usato esclusivamente nei rapporti di lavoro autonomo (in cui il lavoratore può scegliere liberamente come e quando lavorare). Ad esempio: uno studente informatico che realizza un sito web secondo le specifiche di un’azienda, ma che non è un dipendente e decide liberamente come realizzare l’opera, senza vincoli di orario e organizzazione.

Spesso viene associato alla prestazione occasionale un limite di € 5.000 di reddito annuo. In realtà però, l’utilizzo del contratto di prestazione d’opera non prevede nessun limite massimo di reddito. Il limite di reddito annuale rileva ad oggi solo ai fini contributivi: superata la soglia di € 5.000 infatti sarà obbligatoria l’iscrizione alla Gestione INPS.

Per quanto riguarda l’aspetto fiscale, non vi è alcun obbligo di apertura della Partita IVA. Ai sensi degli artt. 1 e 5 del DPR 633/72, infatti, è obbligatorio aprire la Partita IVA solo quando l’attività esercitata non è occasionale, ovvero è professionale, a prescindere dal reddito. Al lavoratore, basterà quindi emettere una semplice ricevuta con ritenuta d’acconto del 20% senza applicare l’IVA e includere i redditi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi.

In pratica, quanto sopra vale soltanto qualora l’attività resti sporadica altrimenti occorre aprire la Partita IVA.

Nel limite dell’occasionalità, il contratto di prestazione d’opera può essere utilizzato da qualsiasi soggetto, e può essere usato per gli scopi più vari (ad es. per la realizzazione di un contratto per freelance,  di un contratto di sviluppo software, sito web o appcontratto di consulenza, prestazione d’opera manuale, etc.).

2. Il Contratto di Prestazione Occasionale INPS (PrestO)

Il contratto di prestazione occasionale (anche abbreviato come PrestO) si può utilizzare per disciplinare solamente rapporti di lavoro occasionale subordinato (quando il lavoratore è alla dipendenze del datore che decide come e quando dovrà lavorare).

La normativa indica i limiti soggettivi per l’utilizzo del PrestO. In particolare, non possono usare il PrestO:

  • i datori (o committenti) che abbiano alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato
  • le imprese del settore agricolo
  • le imprese dell’edilizia e di settori affini
  • l’ambito d’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Esistono inoltre per il lavoratore precisi limiti di reddito:

  • il lavoratore non può percepire un reddito superiore a € 2.500 per ciascun datore di lavoro (o committente)
  • se il lavoratore presta la propria attività per più datori (o committenti) il reddito non può superare € 5.000 complessivi.

Il compenso per il lavoratore non può essere inferiore a € 36 giornalieri e non può mai essere meno di € 9 l’ora.
Inoltre, il datore di lavoro dovrà versare contributi INPS (33% del compenso), oneri INAIL (3,5%) e un costo di gestione (1%). Il costo totale per il datore di lavoro sarà quindi pari al compenso del lavoratore incrementato del 37,5%.

Esempio: compenso del lavoratore € 20 all’ora per 5 ore di lavoro. Totale al lavoratore € 100 e costo totale per il datore € 137,5.

Questo contratto è stato introdotto per sostituire i vecchi voucher INPS per prestazioni accessorie e viene gestito interamente online sulla piattaforma informatica INPS (puoi trovarla QUI).

3. I Contratti di Lavoro Dipendente

L’alternativa al PrestO in caso di lavoro occasionale subordinato è rappresentata dai contratti di lavoro dipendente come ad esempio:

Questi contratti non prevedono nessuno dei limiti che si applicano al PrestO. Si tratta infatti di normali contratti di lavoro che prevedono tutti i passi necessari per gestire il rapporto di lavoro dipendente (buste paga, iscrizione a INPS e INAIL, pagamento contributi, mensilità aggiuntive, ferie, etc.).

La prestazione occasionale “in famiglia”

Il lavoro domestico e domiciliare, svolto in modo occasionale, può essere regolato in due modi:

  1. con il Libretto famiglia, nei limiti previsti
  2. con un contratto di lavoro domestico (colf), sempre utilizzabile.

1. Il libretto famiglia

Per una prestazione occasionale in ambito domestico è obbligatorio utilizzare il libretto famiglia. Può essere utilizzato esclusivamente per le seguenti attività:

  • piccoli lavori domestici, incluso giardinaggio, pulizia e manutenzione
  • assistenza domiciliare a bambini e anziani, malati o disabili
  • attività di insegnamento privato supplementare.

Il libretto famiglia permette di retribuire ogni ora di lavoro con titoli di pagamento del valore fisso di € 10. Questo importo comprende sia il compenso del lavoratore (€ 8) sia i contributi previdenziali e INAIL.

Sono previsti gli stessi limiti di reddito che si applicano al PrestO (massimo € 2.500 per ciascun datore di lavoro e reddito complessivo massimo di € 5.000 in caso di più datori) oltre ad un limite di 280 ore sulla durata massima della prestazione nell’arco dello stesso anno. Nel caso in cui questi limiti non siano rispettati, il rapporto di lavoro si trasformerebbe in lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Per l’utilizzo del libretto famiglia non sono previsti particolari adempimenti burocratici. Il lavoratore e committente dovranno soltanto registrarsi alla piattaforma online INPS, dove potranno gestire l’intero rapporto (puoi trovarla QUI)

2. Contratto di lavoro domestico

L’alternativa al Libretto famiglia è il contratto di lavoro domestico con il quale può essere regolato il rapporto di lavoro svolto all’interno di una casa.

Il lavoro domestico prevede alcuni adempimenti burocratici semplificati per gestire correttamente il rapporto di lavoro e prevede il pagamento dei contributi INPS e INAIL.

I documenti necessari per regolare una prestazione occasionale

Puoi personalizzare e scaricare subito tutti i documenti necessari per regolare un rapporto di lavoro occasionale rispondendo a poche semplici domande guidate.

Per l’impresa scegli tra:
PRESTAZIONE D’OPERA OCCASIONALE
CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO

CONTRATTO DI LAVORO A CHIAMATA

Per la famiglia:
CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO

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