Differenza tra lavoro intermittente e part time

Differenza tra lavoro intermittente e part time

Vuoi assumere un dipendente che lavori in modo saltuario o che non lavori a tempo pieno? In questo caso, per scegliere il contratto giusto è necessario capire la differenza tra lavoro intermittente e part time, in quanto si tratta di soluzioni molto diverse. Con il lavoro intermittente potrai chiamare il lavoratore solo quando ne hai l’esigenza. Con il lavoro part time, invece, il dipendente lavorerà per te in modo continuativo, ma con un orario ridotto.

Cos’è il contratto di lavoro intermittente

Il contratto di lavoro intermittente (lavoro a chiamata o job on call) è un contratto di lavoro dipendente con cui il lavoratore svolge la propria attività “a chiamata“. In particolare, la prestazione lavorativa viene svolta in modo saltuario o ad intervalli di tempo, solo quando il datore di lavoro ne ha bisogno. Il lavoratore è libero di accettare o meno di lavorare ad ogni chiamata, a meno che non abbia garantito la propria disponibilità.

Questo particolare tipo di contratto si usa quando il datore di lavoro ha bisogno di una prestazione discontinua nel tempo e per specifici periodi. Ad esempio, il contratto di lavoro intermittente viene spesso utilizzato per assumere personale nei periodi festivi oppure per specifici eventi. Si tratta di un contratto di lavoro particolare che presenta molti limiti di utilizzo, disciplinati dal Jobs act.

Cos’è il contratto di lavoro part time

Il contratto di lavoro part time (o contratto a tempo parziale) è un contratto di lavoro dipendente con cui il lavoratore svolge un’attività continuativa nel tempo, ma con un orario di lavoro ridotto rispetto al tempo pieno (vale a dire, di regola, meno di 40 ore a settimana). Questo contratto consente al datore di lavoro di utilizzare la prestazione del dipendente solo per le ore necessarie e risparmiare sulla retribuzione.

Il part time può essere usato per assumere dipendenti che lavorano poche ore alla settimana (ad es. studenti che lavorano poche ore al giorno o pochi giorni alla settimana). In questo modo, il dipendente ha il vantaggio di avere più tempo libero a disposizione per altre attività lavorative o per esigenze familiari e il datore di lavoro sosterrà un costo inferiore rispetto a quello di un lavoratore full time.

Questo contratto non può essere usato quando il monte ore che il datore di lavoro richiede è tale da diventare lavoro full time (in questo caso è necessario un contratto di lavoro per dipendenti a tempo pieno).

Qual è la differenza tra lavoro intermittente e part time

La differenza tra lavoro intermittente e part time dipende dalla continuità o meno della prestazione lavorativa svolta. Infatti, il lavoro intermittente è caratterizzato dalla “chiamata” del datore di lavoro e per definizione non presenta continuità. Il dipendente lavorerà senza avere giorni o orari di lavoro fissi durante la settimana, a seconda delle necessità del datore. Il lavoro part time, invece, prevede un orario di lavoro settimanale prestabilito per contratto e quindi una prestazione lavorativa svolta in modo continuativo. Con il lavoro part time non c’è una “chiamata” del datore di lavoro, ma degli orari concordati.

Inoltre, il lavoratore intermittente ha la possibilità di non rispondere alla chiamata del datore e non dare la propria disponibilità. Il lavoratore part time, invece, è obbligato per contratto a svolgere la propria prestazione lavorativa nei giorni e orari concordati, dovendo rispettare un monte ore settimanale.

Chi ha bisogno di personale dipendente che lavori in modo continuativo, per un orario di lavoro ridotto, dovrà quindi usare un contratto di lavoro part time e non potrà stipulare un contratto di lavoro intermittente. Chi ha bisogno, invece, di personale che lavori ad intervalli di tempo non regolari dovrà stipulare un contratto di lavoro a chiamata.

Il lavoro a chiamata è quindi un contratto previsto solo per casi specifici e che ha dei limiti stabiliti dalla legge (Jobs act). Ad esempio, in genere, non è possibile stipulare un contratto di lavoro intermittente per attività che richiedono più di 400 giornate di lavoro in 3 anni. In questo caso, il contratto si trasformerebbe in un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Come creare un contratto di lavoro?

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