Vietato il diritto di critica per gli avvocati

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L’avvocato che definisce gli ordini professionali degli “inutili carrozzoni” rischia la sospensione dall’esercizio della professione.

Si tratta, come afferma il Consiglio Nazionale Forense nella sentenza n. 168 del 30 settembre 2013 pubblicata il 30 gennaio 2014, di affermazioni disciplinarmente rilevanti, perché gratuitamente offensive e dileggianti perché eccedenti i limiti della continenza e non rientranti nel diritto di critica.

L’avvocato aveva inviato ad un quotidiano una lettera contenente affermazioni definite ‘diffamatorie’ rivolte in particolare all’Ordine degli avvocati di Modena.

Il Consiglio Nazionale Forense ha respinto il ricorso presentato dal professionista contro la decisione dell’Ordine forense di Bologna di sospenderlo dall’esercizio dell’attività per sei mesi.

La domanda sorge spontanea: ma siamo propri sicuri che la libertà di pensiero e di critica costituzionalmente garantite qui non potevano trovare applicazione?

Altra domanda: non sarebbe stato sufficiente “censurare” il professionista invece di sospenderlo dall’attività per sei mesi?

 

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