Buoni pasto: come funzionano, tassazione e normativa

I buoni pasto (o ticket restaurant) sono titoli di pagamento che un datore di lavoro riconosce ai propri dipendenti per l'acquisto di pasti, alimenti e bevande. Vediamo insieme come funzionano e come vengono tassati.

Buoni pasto: come funzionano, tassazione e normativa

Come funzionano i buoni pasto

I buoni pasto sono titoli di pagamento che qualsiasi datore di lavoro può riconoscere ai propri dipendenti per l’acquisto di pasti, alimenti e bevande. Il buono equivale a una somma di denaro da utilizzare per l’acquisto di servizi alternativi alla mensa aziendale (bar, ristoranti, supermercati, ecc.). Anche i lavoratori autonomi (liberi professionisti, consulenti, ecc.) possono utilizzare i buoni pasto. In questi casi, tuttavia, i ticket restaurant vengono solitamente acquistati dal lavoratore (non dal cliente).

Ogni ticket restaurant cartaceo riporta i seguenti dati: il nome e il cognome del dipendente, la denominazione del datore di lavoro, il valore del buono (IVA inclusa), la data di scadenza e la società emittente. I buoni pasto possono essere utilizzati solo dal lavoratore a cui sono assegnati (soggetto legittimato). Non possono quindi essere ceduti, nemmeno ai familiari. Inoltre, i ticket restaurant non possono essere utilizzati dopo la scadenza. In questi casi, il dipendente può rivolgersi al proprio datore di lavoro che però non è obbligato a sostituire i buoni pasto scaduti.

È possibile spendere (cumulare) fino a 8 buoni pasto per ogni acquisto. I buoni devono essere utilizzati per il loro intero valore. Non sarà perciò possibile utilizzare i buoni per un valore inferiore a quello indicato e richiedere il resto. Alcuni esercizi, tuttavia, permettono di utilizzare il resto per acquisti futuri. Ad esempio, è possibile pagare una spesa di € 11 con 2 buoni da € 5 e pagare l’importo rimanente (€ 1) in denaro. Non è invece possibile utilizzare 3 buoni da € 5 per pagare lo stesso importo e richiedere il resto in denaro (€ 4).

Dove spendere i ticket restaurant

I ticket restaurant possono essere spesi per l’acquisto di alimenti e bevande non solo in ristoranti, mense o bar ma anche in supermercati, negozi di alimentari e agriturismi. Gli esercizi non sono obbligati ad accettare i buoni pasto come metodo di pagamento. Per poter pagare con i buoni pasto, infatti, è necessario che il locale abbia una convenzione con la società che emette i buoni.

In genere, l’acquisto può riguardare qualsiasi tipo di alimento o bevanda. Tuttavia, soprattutto nel caso di negozi e supermercati, è necessario verificare se alcuni prodotti non sono acquistabili (es. i superalcolici).

A chi e quando spettano

Non vi è un obbligo di legge di assegnare i buoni pasto ai propri dipendenti. Il datore di lavoro deve riconoscere i buoni pasto solo se previsto dal contratto collettivo (CCNL) applicato. Infatti, se il datore di lavoro non applica un contratto collettivo o se quello applicato non prevede il riconoscimento dei buoni pasto, i dipendenti non hanno diritto ai ticket restaurant.

Tuttavia, nei casi in cui non vi è un obbligo di riconoscere i buoni pasto, il datore di lavoro può comunque riconoscere i ticket restaurant ai propri dipendenti, sia a tempo pieno che part-time. Ad esempio, è possibile che il contratto di lavoro dipendente individuale preveda, oltre alla normale retribuzione, anche il riconoscimento dei buoni.

Buono pasto elettronico

Da qualche anno, ai classici buoni pasto in formato cartaceo (distribuiti in carnet, come quelli degli assegni) si sono affiancati i ticket restaurant elettronici. L’importo dei buoni viene caricato su una tessera, simile a un bancomat, che consente di eseguire il pagamento elettronico. In genere, gli esercizi convenzionati accettano sia i buoni cartacei sia quelli elettronici.

Ticket restaurant normativa

La normativa dei buoni pasto è stata recentemente aggiornata con l’entrata in vigore del decreto del Ministero dello sviluppo economico, n. 122 del 2017. In particolare, il decreto disciplina il contenuto dei ticket restaurant, dove spenderli, la possibilità di cumularli e fissa le linee guida per gli accordi tra le società che emettono i buoni e gli esercizi convenzionati.

Tassazione buoni pasto

I ticket restaurant godono di un regime di tassazione particolarmente favorevole sia per il datore di lavoro sia per il dipendente. Infatti, i buoni pasto non sono tassati fino a un valore giornaliero di € 5,29 (€ 7 se si tratta di ticket restaurant elettronici). Ciò significa che per gli importi inferiori a quelli indicati non si paga l’Irpef e non si applicano i contributi.

L’esenzione non si applica se il datore di lavoro decide di rimborsare ai dipendenti i pasti, con un importo in busta paga. Questa possibilità è prevista, infatti, solo per gli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione.

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