Come funziona la conciliazione obbligatoria nel licenziamento?

Come funziona la conciliazione obbligatoria nel licenziamento?

Il tentativo di conciliazione obbligatoria è una procedura prevista nel caso di licenziamento per motivi economici o organizzativi (giustificato motivo oggettivo). Si tratta di un obbligo rivolto esclusivamente ai datori di lavoro con più di 60 dipendenti a livello nazionale o più di 15 dipendenti a livello comunale (o 5 se si tratta di imprenditori agricoli). Negli altri casi, il datore di lavoro non è tenuto a seguire alcuna procedura e può licenziare il dipendente con semplice lettera di licenziamento.

La conciliazione obbligatoria prevede che, prima di procedere al licenziamento, il datore di lavoro debba comunicare all'Ispettorato territoriale del lavoro competente (ITL) la propria intenzione di licenziare il dipendente e il motivo del licenziamento. Quando l'ITL riceve questa comunicazione, convoca le parti per il tentativo di conciliazione che ha lo scopo di trovare una soluzione alternativa al licenziamento del dipendente (es. adibire il lavoratore a mansioni inferiori).

Se l'ITL non convoca le parti nel termine di legge (7 giorni dal ricevimento della comunicazione del datore di lavoro) o se le parti non trovano un accordo, il datore di lavoro può procedere al licenziamento del dipendente. Se il datore di lavoro licenzia il dipendente prima che siano scaduti i termini di legge per la conciliazione obbligatoria, il licenziamento è illegittimo.

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