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Cos'è un Piano Welfare Aziendale

Un Piano Welfare Aziendale è uno strumento con finalità sociale attraverso il quale un datore di lavoro ricompensa e incentiva il personale di un'impresa. Il welfare aziendale è infatti l'insieme delle iniziative di una società volte a incrementare il benessere dei propri lavoratori e della sua famiglia attraverso l'erogazione di benefit e servizi.

Il piano welfare aziendale prevede ricompense aggiuntive per il lavoratore rispetto alla normale retribuzione ed è più vantaggioso rispetto all'aumento di stipendio. Infatti, gli importi riconosciuti a titolo di welfare non sono soggetti a imposte per il lavoratore e non aumentano i contributi che il datore di lavoro deve versare. Le iniziative di welfare favoriscono quindi la soddisfazione del lavoratore nei confronti dell'azienda (employer branding) e rappresentano un vantaggio in termini di agevolazioni fiscali e contributive.

Un piano welfare aziendale può essere formato da tipologie di beni e servizi in diversi ambiti:

  • Istruzione: rimborsi per la scuola e l'educazione, senza nessun limite fiscale
  • Famiglia: rimborsi per servizi assistenziali e trasporti, senza nessun limite fiscale
  • Sanità: pacchetti sanitari integrativi e rimborsi per spese mediche, con il limite di € 3.615,20 annui
  • Previdenza: fondi pensione integrativi, con limite di € 5.164,57 annui
  • Ricreazione ed educazione: acquisti per attività ricreative ed educative (es. corsi formativi, viaggi, abbonamenti) e assistenziali (es. check up medici), senza nessun limite fiscale
  • Mutui e prestiti: sostegno economico alle famiglie, senza nessun limite fiscale
  • Fringe benefit: si tratta dei welfare voucher, vale a dire buoni e servizi di qualsiasi genere (es. buoni spesa o carburante, auto aziendali, etc.), con il limite di € 258,23 annui

Welfare aziendale pro e contro

Le iniziative di welfare possono dare all'azienda un ritorno in termini di produttività in quanto il valore della società percepito dal lavoratore aumenta con una riduzione del turnover e dell'assenteismo. Tuttavia, sia per il datore di lavoro sia per il lavoratore, il principale vantaggio è economico e comporta un trattamento fiscale e contributivo favorevole. Per comprendere al meglio i vantaggi, ecco un esempio che traccia le differenze tra il classico aumento di stipendio e l'erogazione di somme al lavoratore con un piano welfare aziendale:

  • Aumento di stipendio classico: un aumento lordo di € 100 comporta un costo per il datore di circa € 130 (aumento lordo più circa il 30% di contributi da versare). Inoltre, il lavoratore riceverà solo circa € 70 (l'aumento lordo sottratto l'IRPEF e i contributi a suo carico)
  • Welfare aziendale: gli stessi € 100 destinati a welfare aziendale comportano un costo per il datore di € 100 e un "valore netto" per il lavoratore di € 100 in beni o servizi per il suo benessere

Nonostante i pro del piano welfare siano in genere maggiori dei contro, vanno considerati anche gli svantaggi del welfare aziendale. Infatti, investire nel welfare può essere dispendioso in termini di risorse umane ed economiche. Un aspetto da non trascurare riguarda la deducibilità del welfare aziendale che dipende da diverse variabili, come ad esempio, la tipologia di finanziamento scelta, i limiti normativi applicabili e la regolamentazione del piano. Si tratta di aspetti complessi che possono essere valutati con una consulenza di un avvocato esperto per indicare caso per caso la strategia migliore per l'azienda.

Come funziona e come può essere finanziato il welfare aziendale

Con il piano welfare le aziende possono coordinare e strutturare benefit e iniziative sociali ai dipendenti. Il piano deve rispettare la disciplina contenuta negli articoli 51 e 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR - DPR 917/1986) e nelle leggi di bilancio 2016-2019. A seconda della tipologia di welfare aziendale si applicano limiti di deducibilità e di finanziamento diversi.

Il welfare aziendale può infatti essere di due tipi: "tradizionale" oppure "contrattato". Il welfare tradizionale è frutto di una decisione unilaterale del datore di lavoro. In questi casi, la legge prevede un limite di deducibilità per l'azienda delle somme destinate al welfare del 5 per mille del costo complessivo del lavoro (es. retribuzioni, TFR, contributi). Il welfare contrattato, invece, è frutto di un accordo bilaterale (es. un accordo o un contratto) ed è integralmente deducibile.

Ad esempio, quando il datore redige un regolamento unilaterale che prevede un piano welfare la deducibilità dei costi è in genere limitata. Invece, quando il welfare è il risultato di una contrattazione con i sindacati (contrattazione collettiva di 2° livello), l'azienda può dedurre integralmente il costo del welfare.

Il welfare normalmente viene finanziato attraverso l'allocazione di fondi specifici. Tuttavia, quando il welfare è contrattato può essere finanziato con i premi di risultato o di produzione. Vale a dire che in quest'ultimo caso il dipendente può sostituire le somme che gli spettavano a titolo di premio con beni o servizi di welfare (o benefit welfare). Si parla in questo caso di conversione del premio o di "PdR". Anche in questo caso, per il datore i costi aziendali sono integralmente deducibili mentre per il lavoratore l'importo del premio convertito non verrà tassato.

La nostra consulenza per un piano di welfare

LexDo.it offre un servizio completo per creare il piano welfare aziendale più adatto per la tua impresa. Ecco come funziona:

1) Verifica e analisi preliminare
Potrai descrivere la tua situazione a un esperto che verificherà la possibilità di creare un piano welfare per la tua società e ti aiuterà a identificare la situazione più adatta nel tuo caso con un inquadramento generale

2) Formulazione e implementazione del piano welfare aziendale
L’avvocato esaminerà le esigenze della tua società e sulla base dell'attuale organizzazione aziendale (es. eventuale presenza di altri piani di incentivazione) redigerà un piano personalizzato, identificando le tipologie di beneficiari all’interno della tua azienda. Verranno anche individuati eventuali benefici fiscali e contributivi

3) Comunicazione del piano welfare
Sulla base del lavoro già svolto, l’avvocato ti aiuterà a comunicare al meglio il contenuto del piano welfare ai tuoi dipendenti

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