DOMANDE FREQUENTI
Contratto per Procacciatore di Affari

INDICE
•  Come si calcolano le provvigioni per il procacciatore?
•  Esiste un limite massimo alle provvigioni di un procacciatore di affari?
•  Esempi di provvigioni per il procacciatore

Come si calcolano le provvigioni per il procacciatore?

Le provvigioni inserite nell'accordo per il Procacciamento di Affari vengono calcolate sulla base degli affari segnalati dal procacciatore ed effettivamente conclusi dall'azienda. L'azienda può scegliere se accettare o meno un ordine segnalato dal procacciatore ed è possibile che un cliente non paghi o che richieda un rimborso. Le provvigioni verranno quindi riconosciute solo sugli affari integralmente eseguiti (completamente pagati e forniti ai clienti).

Potranno essere previste una o più provvigioni stabilite liberamente dalle parti del contratto sulla base dei loro accordi e delle necessità commerciali. Le provvigioni possono essere in percentuale sulle vendite (ad es. il 5 % del prezzo di un dato prodotto) oppure pari ad un importo fisso al raggiungimento di un obiettivo (ad es. € 300 ogni 50 vendite). In alternativa le parti potranno scegliere una combinazione tra i due tipi di provvigioni (ad es. al raggiungimento di € 1.000 di provvigione verrà corrisposto un bonus ulteriore di € 100).

Nel contratto per il procacciamento di affari dovrà inoltre essere indicata la frequenza di calcolo della provvigione (es. trimestrale, mensile, etc.). Al termine di questo periodo l'azienda invierà al procacciatore un riepilogo degli affari conclusi per suo tramite in modo che il procacciatore possa calcolare le provvigioni e spedire all'azienda la relativa fattura.

Esiste un limite massimo alle provvigioni di un procacciatore di affari?

Un procacciatore di affari non ha nessun limite nell'importo massimo che potrà ricevere come provvigione dall'azienda in un anno. È importante però che il procacciatore svolga la sua attività occasionalmente (non si deve trattare della sua attività principale) o si tratterà di un contratto di agenzia.

Spesso si indica erroneamente un limite di € 5000 nell'anno per i procacciatori. Questo importo ha una rilevanza solo in termini di contributi pensionistici in quanto una volta superata questa soglia il procacciatore dovrà versare i contributi INPS.

Un esempio è un procacciatore che nel corso della sua normale attività lavorativa segnala ad un azienda prodotti di elevato valore in cambio di una percentuale delle vendite. Potrà superare la soglia dei € 5000 anche con una sola segnalazione ma non per questo non potrà svolgere questa attività. Al superamento della soglia dovrà però versare i contributi INPS.

Esempi di provvigioni per il procacciatore

Il metodo di calcolo delle provvigioni può essere in alcuni casi una semplice percentuale, o in altri casi anche un sistema molto più complesso. Non vi sono particolari limiti legali nel metodo usato per retribuire il procacciatore. Potrai scegliere il metodo di calcolo liberamente in base alle tue necessità commerciali.

Alcuni esempi:

  • il caso più semplice è l'inserimento di un importo fisso per ogni vendita oppure di una percentuale sul prezzo incassato. Le provvigioni possono essere diverse per vari tipologie di prodotto (es. 10% per prodotti di tipo A e 50€ per prodotti di tipo B)
  • il calcolo delle provvigioni sulla base di valori che cambiano all'aumentare del volume di vendite raggiunto (es. 10% fino a 1000€, 15% dai 1000€ in su)
  • l'inserimento di soglie minime o massime (es. provvigione massima pari a 500€ per ogni singola vendita)

Spesso è utile anche specificare il criterio usato per attribuire una vendita al procacciatore.
Un esempio tipico sono le vendite online, dove è necessario definire quando le vendite sono state generate dal procacciatore (esempio: vendite da parte di utenti con cookie di tracciamento nei 30 giorni successivi al primo accesso)

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