Temporary manager: il contratto giusto per la tua esigenza

Temporary manager: il contratto giusto per la tua esigenza

La tua società ha bisogno di assumere un temporary manager? Si tratta di una figura molto utilizzata dalle imprese che cercano flessibilità e competenza. La nostra guida ti aiuterà a scegliere il contratto di temporary management adatto alle tue esigenze.

Cos’è il temporary manager

Il temporary manager è un dirigente che si occupa della gestione di una società, o di una sua parte, per un periodo di tempo limitato. Si tratta di una figura professionale utilizzata per la gestione delle fasi decisive della vita di un’impresa o per risolvere specifiche problematiche. Ad esempio, il “dirigente a tempo” viene usato sia per fronteggiare un momento di profonda crisi della società sia per affrontare l’evoluzione del mercato o il cambiamento del business model.

L’attività svolta dal temporary manager è caratterizzata dal tempo limitato. Infatti, il manager mette a disposizione le sue competenze professionali per gestire rapidamente la criticità da affrontare. Una volta che il progetto viene completato, il dirigente potrà lasciare la società, garantendo così flessibilità del lavoro. Spesso, infatti, il temporary manager è una figura che non proviene da una realtà aziendale specifica ma si sposta da un’impresa all’altra a seconda delle necessità.

Quale contratto scegliere per il temporary management

In Italia non esiste un contratto specifico per il dirigente temporaneo. In genere, per regolare il rapporto tra il temporary manager e la società che lo assume si utilizza il contratto di lavoro per dirigenti. Questo documento viene usato per formalizzare il rapporto di lavoro con il manager e stabilire le regole sulla retribuzione, mansioni, eventuali bonus, etc.

Il contratto per dirigenti garantisce al manager il potere necessario per agire in autonomia e in piena discrezionalità, nei limiti delle direttive ricevute. In questo modo potrà gestire al meglio l’andamento della società durante il periodo di tempo definito nel contratto.

In alternativa, quando la società non vuole assumere il dirigente, ma usarlo come risorsa esterna, è possibile instaurare un rapporto di lavoro autonomo. Tuttavia, in questo caso, “temporary manager” è un definizione impropria, in quanto, il “dirigente” non avrà poteri decisionali, sarà solo un consulente esterno.

In quest’ultimo caso, viene utilizzato il contratto di prestazione d’opera (o contratto di consulenza). Il “manager” non sarà alle dipendenze della società, ma si limiterà ad una consulenza, senza alcun vincolo di subordinazione e senza un reale potere gestionale.

Le “società di temporary manager”

Un’altra soluzione per chi non vuole assumere direttamente il dirigente è di affidarsi ad una società esterna di temporary manager. Si tratta di agenzie per il lavoro abilitate che consentono di “affittare il lavoro del dirigente“. In questo caso, l’impresa che ha bisogno di un dirigente a tempo determinato, stipula un contratto di somministrazione con l’agenzia che fornisce il dirigente per una specifica esigenza.

In Italia però si tratta di un fenomeno poco diffuso nell’ambito dirigenziale. L’affitto del lavoro (o body rental) infatti viene usato soprattutto per altre categorie di lavoratori (ad es. impiegati, operai, etc.). Per questa ragione, per il temporary manager le società preferiscono il contratto di lavoro per dirigenti.

I nostri documenti per temporary manager

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