Riforma del lavoro del governo Renzi: le novità

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E’ arrivata nella giornata di ieri 7 maggio 2014 la fiducia del Senato per il maxi-emendamento sul decreto lavoro. Passa ora di nuovo alla Camera che dovrà convertire il decreto legge entro il 19 maggio.

Quali sono i punti essenziali della riforma del lavoro? Cosa cambia?

Contratti a termine.
La durata dei contratti a termine a tempo determinato senza causale (vale a dire che non è obbligatorio indicare il motivo dell’assunzione) passa dai 12 mesi ai 36 mesi.

Il contratto a termine potrà essere prorogato fino a 5 volte nell’arco dei 36 mesi per la medesima attività lavorativa e se ci sono ragioni oggettive.

I lavoratori assunti con i contratti a termine non potranno essere più del 20% del totale degli assunti a tempo indeterminato.

I datori di lavoro che supereranno tale tetto del 20%, dovranno pagare una sanzione pecuniaria che varia dal 20% dello stipendio, per il primo contratto a termine che supera tale soglia, al 50% per i contratti successivi. Tale sanzione andrà a finanziare il Fondo occupazione.
L’azienda fino a 5 dipendenti può assumere un lavoratore a termine.

Gli enti di ricerca scientifica, sia pubblici che privati, sono esonerati dal tetto del 20%. Inoltre, per i ricercatori il contratto a termine potrà superare i 36 mesi se questo è necessario a portare a termine il progetto di ricerca per il quale sono stati assunti.

Le donne che restano in stato interessante durante il contratto a tempo determinato potranno calcolare anche la maternità come durata del contratto, superando così la soglia dei sei mesi che è la durata minima per vedersi riconosciuto il diritto di precedenza. Nel caso in cui in cui il datore di lavoro assume nei 12 mesi successivi, le donne in congedo per maternità avranno la precedenza.

Contratti di apprendistato.
Il contratto di apprendistato scritto dovrà prevedere il piano formativo individuale, ma potrà essere formulato sinteticamente.

Si abbassano le quote di stabilizzazione previste dalla Legge Fornero. Infatti, i datori di lavoro, ma solamente quelli che hanno almeno 50 dipendenti, per avvalersi di nuovi apprendisti dovranno assumere a tempo indeterminato il 20% degli apprendisti già alle loro dipendenze.

In relazione alla formazione di base per l’apprendistato, le Regioni avranno l’obbligo di comunicare entro 45 giorni al datore di lavoro, che instaura rapporti di apprendistato, il calendario dell’attività formativa che predispone. Le Regioni potranno utilizzare l’azienda o l’associazione cui aderisce ma solamente in via sussidiaria e se disponibile e in base alle linee guida accolte dalle Regioni a febbraio scorso.

Vengono reintrodotti i contratti di apprendistato a tempo determinato per le attività stagionali in quei territori dove c’è richiesta di lavoro stagionale e in quelle Regioni dove è già funzionante un percorso di crediti formativi nel sistema di alternanza scuola-lavoro.

Inoltre, il diritto di precedenza per la riassunzione potrà essere espresso dal datore di lavoro nel contratto di apprendistato, non essendo più necessario un nuovo documento.

Viene introdotta una riduzione da un minimo del 25% (per un taglio dell’orario di lavoro di almeno il 20%) a un massimo del 40% (per un taglio dell’orario oltre il 30%) dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro.

Regime transitorio.
I datori di lavoro che superano il tetto del 20% dei contratti a termine avranno tempo fino al 31 dicembre  2014 per adeguarsi alla normativa, a meno che il contratto collettivo applicabile sia più favorevole.

Coloro che non si adegueranno entro fine anno, dal 2015 non potranno stipulare nuovi contratti di lavoro a termine fino al rientro nel tetto del 20%.

Non appena sarà emanata la legge, troverete i modelli di contratti a termine e di apprendistato nella nostra banca dati.

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