Proprietà intellettuale software: come proteggerla?

Un software può essere tutelato attraverso il diritto d'autore (o copyright) oppure con la registrazione di un brevetto. Il copyright protegge il codice sorgente come testo scritto. Il brevetto, invece, protegge la funzionalità del software, a prescindere dal codice. Vediamo il significato giuridico del termine software, quali tutele è possibile scegliere, le differenze e i limiti di legge per una proprietà intellettuale software.

Proprietà intellettuale software: come proteggerla?

Cos’è un software dal punto di vista legale?

Non esiste una definizione legale di software. In particolare, in questo termine rientrano concetti diversi come codice sorgente, interfaccia e algoritmo.

Ad esempio, è considerato software il codice di una pagina web o di un’app. Allo stesso modo, è software l’algoritmo alla base di un programma.

Come si protegge la proprietà intellettuale software?

Esistono modalità diverse di tutela del software. In particolare, il software può essere tutelato dal diritto d’autore come opera dell’ingegno o come invenzione industriale con il deposito di un brevetto. Queste due forme di protezione hanno durata e forme di tutela diverse.

1) Il software come diritto d’autore

In base al diritto d’autore, il software viene tutelato come un’opera dell’ingegno se ha il requisito dell’originalità e della novità. Vale a dire, deve essere distinguibile dagli altri software. Questo tipo di tutela garantisce all’autore:

  • il diritto di paternità, vale a dire il diritto ad essere riconosciuto come l’autore del software (questo diritto non può essere trasferito)
  • il diritto di riproduzione, modifica e distribuzione del software
  • i diritti economici per ottenere un guadagno dal software

Il diritto d’autore protegge la proprietà intellettuale software a partire dalla data di creazione dell’opera. I diritti economici dell’opera hanno una durata pari alla vita dell’autore e oltre i 70 anni successivi alla sua morte.

La registrazione del copyright si effettua presso la SIAE nel registro pubblico del software. La registrazione non è obbligatoria. Si usa per dimostrare la paternità del software e avere prova certa della data di creazione. Ad esempio, la registrazione è utile nelle controversie di plagio.

Il diritto d’autore si limita a proteggere il software come testo. Ciò significa che ad essere vietata è la copia esatta di tutto o di parte del codice. Tuttavia, la tutela non si estende alla soluzione tecnico-logica adottata. Ad esempio, il copyright non impedisce di riprodurre la stessa funzionalità con un codice scritto in modo diverso.

2) Il brevetto di software

A differenza del copyright, il brevetto protegge la soluzione tecnica e la funzionalità del codice. Ad esempio, il brevetto si usa per impedire il reverse engineering del software, proteggendo quindi l’invenzione industriale, a prescindere dal testo del codice sorgente.

Si tratta di una tutela più completa che richiede, però, il rispetto di alcuni requisiti ulteriori rispetto alla semplice originalità. In particolare, il software può essere brevettato solo se risolve un problema tecnico. Ad esempio, può essere brevettato l’algoritmo che riduce lo spazio di frenata di un’auto elettrica.

Per effettuare la registrazione del brevetto è possibile rivolgersi all’autorità competente a livello territoriale. Il brevetto può essere depositato a livello:

La durata del brevetto è pari a 20 anni e decorre dalla data di registrazione.

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