Dipendente e partita IVA: quando è possibile avere due lavori?

partita iva

E’ possibile essere un dipendente e aprire una partita IVA o avviare un’impresa o un’attività professionale.

 

Il dipendente può avviare un’impresa o un’attività in proprio, aprire una partita IVA?

Sì è quasi sempre possibile, ma va distinto se si è dipendenti pubblici o privati:

– per il dipendente pubblico in linea di massima è possibile, ma non per tutte le categorie. Pertanto è bene informarsi prima. In ogni caso è sempre necessaria l’autorizzazione dell’ente;

– per il dipendente privato è sempre possibile se il contratto non lo vieta espressamente. Qualora non fosse precluso, consigliamo di informare sempre per iscritto il datore di lavoro, in particolare se l’attività è concorrenziale, al fine di evitare il rischio di un licenziamento per giusta causa.

Si ricorda, infatti, che il Codice Civile (1) impone al prestatore di lavoro l’obbligo di fedeltà che si sostanzia in due divieti:

– divieto di concorrenza;

– divieto di divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa che comportino pregiudizio per essa.

Pertanto, la violazione dell’obbligo di fedeltà può dar luogo a responsabilità disciplinare e, in molti casi, integra la giusta causa di licenziamento.

 

Si devono versare i contributi INPS due volte?

Per la contribuzione INPS, dipende dal tipo di attività avviata.

Nel caso di attività commerciale: se il lavoratore  è un dipendente a tempo pieno (con almeno 26 ore lavorative settimanali) e il lavoro da dipendente è prevalente (dal punto di vista del tempo impiegato e del reddito maturato), l’iscrizione alla Gestione commercianti dell’INPS non è necessaria.
Al momento dell’avvio dell’attività si dovrà compilare il quadro AC di Comunica e indicare il codice fiscale del datore di lavoro. Se l’INPS richiede informazioni di solito è sufficiente allegare una copia dell’ultima busta paga.

Nel caso di attività come libero professionista: se il lavoratore è un dipendente a tempo pieno, deve iscriversi alla Gestione separata INPS versando il contributo proporzionale del 18%, sempre che non sia obbligatoria una cassa di previdenza della professione scelta.

Dal sito dell’INPS, sono elencati i casi nei quali non è necessaria l’iscrizione, che citiamo testualmente:
– svolgimento di attività da lavoro dipendente a tempo pieno;
– partecipazione alla realizzazione dello scopo sociale esclusivamente tramite conferimento di capitale;
– altra attività prevalente con iscrizione alla relativa cassa/ente previdenziale;
– iscrizione alla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti per altra attività d’impresa.

(1) Art. 2105 cod. civ.

 

 

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