Come aprire un negozio: licenze, requisiti e costi

Una guida per sapere come aprire un negozio, quali requisiti sono necessari, quali licenze e permessi si devono ottenere e un'indicazione sui costi.

Come aprire un negozio: licenze, requisiti e costi

Cosa serve per aprire un negozio

Le regole per aprire un negozio variano in base alla superficie del negozio e variano a livello regionale e comunale. Pertanto, prima di aprire un’attività commerciale vi consigliamo di informarvi bene presso il Comune dove avrà sede l’esercizio commerciale da aprire.

La prima buona notizia è che aprire un negozio è diventato molto più semplice dall’entrata in vigore del D. Lgs 114/1998 (Decreto Bersani) che ha snellito l’iter autorizzativo relativo alle attività commerciali al dettaglio.

Ma vediamo quali autorizzazioni sono necessarie:

1. Licenza commerciale

Uno dei cambiamenti più rilevanti del Decreto Bersani è quello relativo alla licenza commerciale. Questa non è più necessaria per i piccoli esercizi commerciali (denominati “esercizi di vicinato“) che hanno una superficie di vendita entro i 150 metri quadri nei Comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti ed entro i 250 metri quadri nei Comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.
Per negozi di queste metrature la licenza commerciale è stata sostituita dalla SCIA.

Rimane l’obbligo di ottenere la licenza commerciale per medie strutture di vendita, per grandi strutture di vendita (centri commerciali) e per le tabaccherie (poiché vendono prodotti soggetti al monopolio di stato).
La licenza per questi esercizi commerciali deve essere richiesta al Comune dove avrà sede il negozio. Occorre però verificare presso il Comune le modalità, i tempi e i requisiti di rilascio della licenza.

2. SCIA

Per aprire un negozio che non necessita di licenza commerciale è sufficiente inviare una comunicazione denominata SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Questa va trasmessa allo SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) del Comune dove avrà sede il negozio entro 30 giorni prima dell’inizio dell’attività.

La SCIA è un’autocertificazione con la quale si dichiara la data di inizio dell’attività, il settore merceologico (alimentare o non alimentare), l’ubicazione e la superficie di vendita del negozio, il rispetto delle norme che regolano il settore e il possesso di determinati requisiti.

La SCIA può essere trasmessa solo in via telematica da un’associazione di categoria o da un professionista abilitato (commercialista). Per maggiori informazioni vi consigliamo di andare sul sito dello SUAP che trovate a questo link.

Requisiti necessari per aprire un negozio

Sono richiesti anche requisiti cosiddetti “morali” per aprire un esercizio commerciale. Infatti, non possono aprire un negozio:

  • i delinquenti abituali, professionali o per tendenza
  • coloro che hanno riportato una condanna definitiva a una pena detentiva non inferiore a tre anni
  • i condannati in via definitiva per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione
  • quelli che sono stati condannati in via definitiva per reati contro l’igiene e la sanità pubblica
  • coloro che hanno riportato due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali.

Il divieto di esercizio dell’attività commerciale dura per cinque anni e decorre dal giorno in cui la pena è stata scontata.
In caso di ditta individuale, società, associazioni i requisiti devono essere posseduti dal titolare o dal legale rappresentante e da altra persona preposta all’attività commerciale. 

Altro requisito necessario è ottenere l’agibilità dei locali da parte della ASL. Questa deve certificare che il negozio sia idoneo al tipo di attività dal punto di vista igienico-sanitario e l’agibilità al locale per i disabili. Innanzitutto, serve il consenso dell’ASL sul rispetto dei requisiti stabiliti che riguardano, ad esempio, l’altezza del locale, il numero delle finestre, l’impianto di riscaldamento o di condizionamento dell’aria, l’accesso ai servizi igienici, etc. a seconda del tipo di attività. Per maggiori informazioni vi consigliamo di rivolgervi al Comune competente.

Si deve poi accertare che la destinazione d’uso del negozio sia idonea alla vendita al dettaglio. Ad esempio, se volete aprire un negozio in un immobile adibito a magazzino, dovrete cambiare la destinazione d’uso.
Va anche considerata la collocazione del negozio. Alcuni Comuni infatti hanno imposto dei vincoli sulla posizione dei locali e sulle distanze da altri negozi da rispettare.

Requisiti per aprire un’attività di ristorazione (bar, ristorante, albergo)

Per aprire un’attività di ristorazione, oltre ai requisiti morali sopra elencati, il titolare o il legale rappresentante non deve essere stato condannato in via definitiva per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti, per reati concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d’azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.

Per questo tipo di attività non è più richiesta l’iscrizione al REC  (Registro Esercenti di Commercio). È invece necessaria la frequentazione del corso SAB (Corso per Somministrazione Alimenti e Bevande) organizzato dalle Camere di Commercio. In alternativa, si deve rispettare almeno una di queste condizioni:

  • aver lavorato per almeno due anni, negli ultimi cinque, presso un’attività di vendita o di produzione alimentare
  • essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, in un corso di studi su materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti
  • aver esercitato in proprio, per almeno due anni anche non continuativi nell’ultimo quinquennio, un’attività di vendita all’ingrosso o al dettaglio di prodotti alimentari o aver prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare.

Cosa fare per l’avvio dell’attività

Per aprire l’esercizio commerciale sono, inoltre, necessari tutti i classici adempimenti per avviare una qualsiasi attività: aprire una partita IVA, iscriversi al Registro delle imprese della Camera di Commercio, alla Gestione Commercianti dell’Inps e aprire una posizione Inail, se volete assumere dipendenti o collaboratori.

Fortunatamente oggi con un’unica procedura tramite il servizio telematico di ComUnica delle Camere di Commercio è possibile iscriversi al Registro delle imprese, richiedere il Codice Fiscale, la Partita IVA, l’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi e l’apertura della posizione assicurativa presso l’INAIL.

La “Comunicazione Unica” viene trasmessa in via telematica dal titolare o dal legale rappresentante o da un intermediario che siano in possesso di una firma digitale o credenziali “Telemaco” e indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dell’impresa.
La casella PEC (Posta Elettronica Certificata) è obbligatoria per tutti gli imprenditori e consente di inviare e-mail con valore legale. La PEC è infatti equiparata ad una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Quanto costa aprire un negozio?

Per preventivare quanto costa aprire un negozio di piccole o medie dimensioni, dovete tener conto delle spese per le pratiche iniziali che tra diritti, tasse, bolli, etc. ammontano a circa € 300/400. Quasi certamente avrete bisogno anche di un commercialista la cui spesa annua non sarà inferiore a € 1.000.

Inoltre, dovrete calcolare il canone annuo di locazione del negozio, se non ne avete uno di proprietà, di almeno € 5/6.000 e il costo dell’allaccio delle utenze di circa € 300. Se il negozio ha bisogno di una ristrutturazione e di essere arredato, dovete prevedere un costo indicativo minimo che può oscillare tra € 3.500 e € 7.000.
Vanno poi previsti i costi INPS (almeno € 3.000 annui), per il POS per i pagamenti con bancomat e carte di credito, per l’acquisto dei prodotti da vendere e costi dei dipendenti.
Difficile dare una stima precisa dei costi di apertura, ma indicativamente si deve considerare una spesa iniziale non inferiore a € 20.000/30.000.

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