Associazione in partecipazione con apporto di lavoro dopo la riforma Fornero

associazione in partecipazione


La Riforma Fornero ha ridotto la possibilità di stipulare contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, prevedendo severi requisiti.

La Riforma Fornero (1) ha introdotto 3 necessari requisiti per stipulare un contratto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, la cui assenza converte il rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato, a meno che il datore di lavoro non fornisca la prova della autenticità dell’associazione in partecipazione.

I 3 requisiti sono:

  1. la reale partecipazione dell’associato agli utili dell’impresa o dell’affare;
  2. la  consegna all’associato del rendiconto;
  3. il possesso, da parte dell’associato, di rilevanti competenze teoriche acquisite mediante percorsi formativi, ovvero di capacità acquisite attraverso esperienze qualificate maturate nell’esercizio dell’attività.

Con tale Riforma è stata introdotta anche un’altra forte limitazione all’associazione in partecipazione con apporto di lavoro: il divieto di stipulare più di tre contratti di associazione in partecipazione per la stessa attività, pena la conversione di tutti i contratti in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, fatta eccezione nel caso in cui tra associanti e associati ricorrano legami matrimoniali, parentela entro il terzo grado o affinità entro il secondo.

Contro tale presunzione non è prevista alcuna prova contraria.

 (1) Legge 92/2012

 

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