Alternativa ai voucher: il lavoro a chiamata

Alternativa ai voucher: il lavoro a chiamata


Con l’abolizione dei voucher dello scorso 18 marzo 2017, sorge il problema di trovare un’ alternativa ai voucher per regolare il lavoro occasionale.

Una valida alternativa ai voucher è rappresentata dal lavoro a chiamata (o contratto di lavoro intermittente o job on call). Si tratta di un contratto di lavoro subordinato che consente al datore di utilizzare il lavoratore chiamandolo all’occorrenza.

Analogamente ai voucher, il contratto di lavoro intermittente è infatti molto utile per regolare i rapporti di lavoro caratterizzati da minore intensità lavorativa o da stagionalità.

Le modalità di utilizzo sono molto simili. Il datore di lavoro è tenuto a comunicare all’Ispettorato del Lavoro ogni prestazione lavorativa. Questa comunicazione può avvenire esattamente come per i voucher in maniera semplice e veloce via mail o sms.

I dati ISTAT confermano la sostituzione dei voucher

I dati Istat appena pubblicati confermano l’utilità di questo tipo di contratto come valida alternativa ai voucher: il numero dei lavoratori a chiamata ha subito infatti un primo incremento nel quarto trimestre del 2016 (+2,5%) e un forte aumento nel primo trimestre 2017 (+13,1%).
L’ultimo aumento coincide proprio con l’abrogazione dei voucher a riprova dell’importanza del lavoro a chiamata come sostituto dei voucher.

Quando usare il lavoro a chiamata in alternativa ai voucher

Il lavoro a chiamata si può stipulare  per svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa con lavoratori giovani sotto ai 24 anni oppure con persone sopra i 55 anni.

Per i lavoratori in fascia di età compresa tra i 24 e i 55 anni è invece necessario verificare se il CCNL applicato disciplina il lavoro a chiamata e attenersi alle sue regole (in particolare per quanto riguarda il tipo di mansione che può svolgere il lavoratore a chiamata).

In realtà la maggior parte dei CCNL maggiormente rappresentativi di categoria non ha previsto alcuna regolamentazione riguardo al lavoro intermittente. In assenza di regole nei CCNL, per i lavoratori in fascia di età 24-55 anni si deve quindi guardare al Regio Decreto  n. 2657 del 6 dicembre 1923, che individua i tipi di attività a carattere stagionale o saltuario per cui è possibile assumere a chiamata.

Come immaginabile il Regio Decreto menziona alcuni tipi di attività oggi desueti. Il Ministero del Lavoro è però intervenuto più volte a chiarire in chiave moderna il significato di alcune di esse. Vediamo di seguito le attività che si possono svolgere con il contratto di lavoro a chiamata per i lavoratori in fascia di età 24-55 anni.

Gli ambiti di utilizzo più comuni

Il lavoro intermittente si può utilizzare in ambito turistico e alberghiero per assumere camerieri, receptionist, interpreti etc. (attenzione però: non è possibile utilizzare questo contratto per gli interpreti delle scuole di lingua, perché evidentemente non sussiste il carattere di stagionalità).
E’ inoltre possibile utilizzare questo contratto per l’assunzione di bagnini.

Si possono assumere a chiamata fattorini, guardiani e magazzinieri, commessi e addetti ai centralini telefonici privati (non si possono però assumere a chiamata gli addetti ai call center).

Infine questo contratto viene utilizzato nel settore dello spettacolo per assumere gli addetti all’allestimento di palchi e set, per i cameraman o per gli artisti.

 

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CONTRATTO DI LAVORO A CHIAMATA

 

 

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